Pestaggio dell’avvocato Piero Longo: condanna definitiva per i due aggressori

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalle difese. Ufficiale la reclusione a 2 anni e 8 mesi per la commercialista Maran, 3 anni e 2 mesi per l’ex

Cristina Genesin
Nel fermo immagine del filmato Silvia Maran che sferra un calcio all’avvocato Piero Longo
Nel fermo immagine del filmato Silvia Maran che sferra un calcio all’avvocato Piero Longo

È definitiva la condanna per il pestaggio dell’avvocato penalista Piero Longo, già senatore e storico legale di Silvio Berlusconi, aggredito nell’androne della sua abitazione a Padova la sera del trenta settembre 2020.

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalle difese, confermando le responsabilità penali dell’elettricista trentino Luca Zanon, 52 anni originario di Predazzo, e della commercialista Silvia Maran, 51 di Padova, per i reati di lesioni volontarie gravi, aggravate dalla minorata difesa della vittima colta di sorpresa in orario notturno, e violazione di domicilio.

L’avvocato Longo si è costituito parte civile difeso dalla penalista Anna Desiderio. Diventano così irrevocabili le pene detentive a tre anni e due mesi di reclusione per il primo e a due anni e otto mesi per la seconda, quest’ultima ridotta di sei mesi già in secondo grado dopo la lettura in aula di una lettera di scuse e l’offerta di quindicimila euro come parziale ristoro del danno.

Entro trenta giorni dall’emissione degli imminenti ordini di esecuzione della pena, i due condannati avranno la facoltà di presentare un’istanza al Tribunale di Sorveglianza per ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali (affidamento possibile quando la sanzione è contenuta nel limite dei quattro anni).

Iter giudiziario concluso

Si è chiuso il percorso giudiziario iniziato in primo grado il 6 novembre 2024 davanti al giudice padovano Vittoria Giansanti, che aveva accolto le tesi del pm Roberto D’Angelo, disponendo anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni e una provvisionale esecutiva di cinquemila euro.

Nel corso dei tre gradi di giudizio le difese dei due coimputati si sono divise, abbandonando la linea comune iniziale che puntava a negare ogni responsabilità spostando l’attenzione sulla paura causata dalla reazione della vittima.

Davanti ai giudici d’appello Maran aveva scaricato la responsabilità dell’azione a Zanon, mentre quest’ultimo ha accusato l’ex compagna di aver orchestrato la “missione”.

La terza persona presente sul posto rimasta sempre in disparte ( Rosy C., oggi 36 anni, che si era lamentata con l’amica Maran di non riuscire più a contattare l’avvocato Longo, da qui il blitz a casa del penalista) era già stata assolta in appello dall’accusa di concorso nei reati, avendo i magistrati escluso un intento di vendetta legato alla fine dei rapporti personali con il legale.

La dinamica dell’aggressione, avvenuta in Riviera Tiso a Camposampiero intorno alle 22.30, è stata ricostruita grazie al filmato di una telecamera stradale.

Dopo aver suonato il campanello per chiedere un chiarimento, gli imputati avevano affrontato il professionista sul portone.

Il video mostra Maran colpire l’avvocato con un calcio e uno schiaffo, e successivamente Zanon spingerlo all’interno dell’androne, scaraventarlo a terra e colpirlo a ripetizione.

Nel tentativo di difendersi il penalista aveva estratto una pistola Colt calibro 38, legalmente detenuta, esplodendo due colpi prima di essere sopraffatto e disarmato.

Gli aggressori si erano poi allontanati con l’arma, consegnata più tardi alla questura. Il legale ha riportato lesioni che lo segnano ancora oggi.

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