Piazzola sul Brenta, ladri in chiesa e canonica: portano via il vino da messa
Doppio furto a Isola Mantegna e Presina: forzate porte e finestre, rubate due bottiglie di vino da messa, alimenti della Caritas e le monetine di un distributore. I ladri hanno anche preso il furgone dell’associazione benefica

Niente vasi sacri né calici d’oro, ma solo due bottiglie di vino da messa e qualche confezione di cibo rubata alla Caritas. È un bottino decisamente anomalo, oltre che ingiustificabile, quello intascato dai ladri che tra sabato e domenica hanno colpito la chiesa di Isola Mantegna e la canonica di Presina, due comunità dell’unità pastorale di Piazzola sul Brenta. Un doppio colpo che ha lasciato la popolazione sconcertata e amareggiata per la gratuità dei danni provocati.
L’amara scoperta è arrivata soltanto domenica mattina intorno alle 9, a ridosso delle prime funzioni della giornata. A ripercorrere la sequenza dei fatti è lo stesso parroco, don Pietro Marchetto: «Sabato notte qualcuno si è introdotto prima nella sacrestia e poi nella chiesa di Isola Mantegna.
Non hanno portato via gli arredi di valore, ma un paio di bottiglie del vino che usiamo per celebrare la messa. Per farsi strada hanno forzato le inferriate sul retro, sfondato un vetro e infine abbattuto la porta interna».
Ma i malviventi non si sono fermati lì. Nella stessa notte hanno fatto tappa anche alla canonica di Presina, dove si concentrano le attività di solidarietà del territorio. «Lì hanno sfondato una porta laterale per portare via cose da mangiare», spiega ancora il pastore.
«Hanno persino forzato il distributore delle bevande per svuotarlo delle poche monetine all’interno. Poi si sono impossessati del furgone della Caritas per spostarsi, lasciandolo infine a Isola Mantegna, dove è stato poi ritrovato dai carabinieri». A facilitare l’azione dei ladri è stata con ogni probabilità la posizione isolata dei due complessi parrocchiali, che ha permesso loro di muoversi al riparo da sguardi indiscreti e far perdere velocemente le tracce nella notte. Tra la conta dei danni alle porte e il disordine lasciato, ciò che pesa di più è il valore simbolico dell’intrusione.
«Non riusciamo a capire cosa stessero cercando», conclude il parroco. «Ci stupisce questo tipo di accanimento sulle cose della chiesa e ci rammarica profondamente. Per noi è come avere la propria casa violata: dal punto di vista emotivo siamo davvero molto amareggiati».
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