La squadra di calcio perde il campo, rottura con il Comune: «Il sindaco non ha cuore»
Dopo la gara per la gestione degli impianti sportivi, il Ponso Ospedaletto resta senza casa: le nuove tariffe rendono troppo costosi allenamenti e partite. La società attacca il Comune: «Non sappiamo dove il sindaco abbia lasciato il cuore»

Si chiude un’era per lo sport di Ponso, lasciando amaro in bocca e aprendo una forte spaccatura tra la società di calcio cittadina e l’amministrazione comunale del sindaco Sandro Parolo.
La decisione del Comune di indire una gara d’appalto, aperta a fine maggio, per la gestione degli impianti sportivi, ora in mano al Monselice Calcio, ha portato a un cambio di guardia. La società Ponso Ospedaletto è stata superata nella corsa all’assegnazione, un esito che la dirigenza considerava quasi scontato fin dalla vigilia. Spiegano dalla società: «Alla base di questa svolta vi è la ferma volontà del Comune di razionalizzare i costi. Negli ultimi vent’anni, infatti, il modello di gestione ha visto le casse pubbliche farsi carico della quasi totalità delle spese di manutenzione e funzionamento delle strutture e chi gestiva gli impianti ad incassare gli utili. Di fronte a questo bilancio sbilanciato, la giunta comunale ha deciso di riequilibrare la situazione aprendo la gestione al mercato».
La reazione del Ponso Ospedaletto non si è fatta attendere. Mentre la dirigenza sta analizzando nel dettaglio la documentazione contabile dei due decenni passati per fare chiarezza sulla propria posizione, le ripercussioni pratiche sono già concrete e pesanti. Per la prima squadra e per l’intero settore giovanile è diventato impossibile continuare a giocare tra le mura amiche: le nuove condizioni tariffarie richiederebbero infatti un pagamento a consumo sia per le sessioni di allenamento sia per le gare ufficiali.
Continuano: «Si tratta di una spesa insostenibile che ci ha costretto a trovare accoglienza fuori dai confini comunali, lasciando i giovani atleti e i tifosi senza il proprio campo di riferimento. D’altro canto abbiamo trovato ospitalità e supporto nel proprio progetto dal sindaco, dall’assessore allo sport e dall’amministrazione comunale di Ospedaletto Euganeo. Non sappiamo dove il sindaco abbia lasciato il cuore, c’è in ballo la serenità e il futuro dei suoi giovani cittadini».
Concludono: «In aggiunta, dopo il triste fatto che ci ha colpito, cioè la morte del nostro tesserato Niccolò Camon, abbiamo ricevuto le condoglianze dal Comune di Ospedaletto e da quelli limitrofi, a differenza di quello di Ponso, dal quale non abbiamo ricevuti neanche un messaggio. Questa non è umanità».
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