«Preso a pugni perché di origine marocchina»

MONSELICE
Qualcuno ha bussato alla sua porta a mezzanotte. Quando lui ha aperto, un pugno lo ha colpito violentemente al volto e un altro all’addome, facendolo stramazzare a terra. L’aggressore si è dileguato e a lui non è rimasto che chiedere l’intervento del 118.
È accaduto l’altra sera a Fouad Bamaarouf, 45 anni di Monselice, picchiato sull’uscio di casa e costretto alle cure del pronto soccorso di Schiavonia. Per lui trauma contusivo al capo e all’addome e cinque giorni di prognosi.
Fouad, marocchino da anni residente a Monselice, è noto in città: nel gennaio 2016 denunciò il fratello Adil, colpevole di avere dei contatti con l’Isis, che venne così espulso dall’Italia. Quel gesto coraggioso è tuttavia costato l’emarginazione da parte di molti connazionali e anche qualche accusa da parte di alcuni italiani, timorosi che Fouad – che nel frattempo si è iscritto alla Lega Nord – potesse in qualche modo essere legato al mondo del terrorismo.
«Nel tardo pomeriggio di mercoledì un uomo, in auto, ha abbassato il finestrino e mi ha riempito di offese, mostrandomi il dito medio e prendendosela con la mia nazionalità» racconta Fouad «Non lo conosco personalmente ma so che è un italiano di Monselice. Fatto sta che poi l’ho incontrato nuovamente al bar e lì ci siamo confrontati piuttosto duramente».
Stando al racconto del quarantacinquenne, il monselicense ce l’aveva con lui perché, in passato, un marocchino gli aveva rubato l’orologio: «Quando ho visto che non si poteva discutere ho deciso di andarmene, promettendo che lo avrei denunciato ai carabinieri». Fatalità, dopo qualche ora, qualcuno ha suonato alla porta di Fouad: «Non ho fatto in tempo ad aprire che mi sono beccato due pugni, uno al volto e uno alla pancia. Era buio e non ho idea di chi possa essere stato, anche se sinceramente mi viene da pensare che il litigio di qualche ora prima possa avere un legame con quell’aggressione».
È intervenuta l’ambulanza. L’aggredito è stato portato in ospedale e dimesso dopo due ore con cinque giorni di prognosi. «Ho segnalato l’episodio ai carabinieri e provvederò a sporgere denuncia. È assurdo che io venga colpito solo perché un mio connazionale ha commesso qualcosa che non va. Non siamo tutti uguali, non siamo tutti delinquenti e io l’ho dimostrato più volte», chiude Fouad.
Nicola Cesaro
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