Primo Roc, degrado oltre ogni limite

TEOLO. Un degrado oltre ogni limite. Una situazione indecorosa, insostenibile. Da sanare al più presto per restituire all’area euganea uno dei luoghi simbolici di maggior pregio. Sono le impressioni riportate (e le riflessioni fatte) dai sindaci dei comuni di Teolo, Vo' e Cinto Euganeo (Moreno Valdisolo, Vanessa Trevisan e Lucio Trevisan), del presidente del Parco Colli Euganei Luca Callegaro e del funzionario del Dipartimento parchi della regione Veneto Maurizio Dissegna, ieri mattina durante la ricognizione sul Monte Venda. All'interno dell'ex base militare Primo Roc dell’Aeronautica Militare sulla sommità del colle più alto dei Colli Euganei.
Motivo della visita sul colle con i vertici dell'Aereonautica militare e dell'Agenzia delle dismissioni, i cui rappresentanti arrivati appositamente da Roma, è capire quale può essere il futuro di quest’area. Capire l'interesse del territorio verso l'ex sito militare, abbandonato ormai da 18 anni. Da quando gli avieri del Regional Operation Center si sono trasferiti nella base di Poggio Renatico (Ferrara).
Alla fine di quella che il sindaco di Vo' Vanessa Trevisan ha scherzosamente definito una “piacevole gita tra il verde”, da parte dei rappresentati del territorio degli Euganei e della Regione è stato preso l'impegno solenne di formulare una proposta. E di farlo non appena si sarà in possesso dei dati sugli immobili che, essendo coperti da segreto militare, sono reperibili solo tramite il Ministero.
«Indubbiamente l'area, che è di circa 50 ettari, sebbene in preda al degrado, presenta spunti di interesse», commenta il presidente del Parco Colli, Luca Callegaro. «Di primo acchito mi viene in mente un utilizzo per attività di carattere ricettivo, ricreativo e sportivo. La zona che un tempo veniva usata per il decollo e l'atterraggio degli elicotteri, ad esempio, potrebbe benissimo essere trasformata in una pista per l'attività di parapendio. All'interno dell'ex base ci sono una ventina di fabbricati. Alcuni in discreto stato, altri seriamente compromessi. Serve capire che tipo di uso se ne vuole fare e come e per quale destinazione recuperarli. Della galleria abbiamo visto solo l'ingresso. Sappiamo che il tunnel necessita di una importante opera di bonifica dall'amianto ancora presente nelle sale operative e dal radon che, da quello che sappiamo, in quel punto del colle raggiunge concentrazioni molto elevate».
L'Ente Parco Colli una volta ricevuti i dati necessari coinvolgerà gli operatori pubblici e privati del territorio e le associazioni a vario titolo per capire se l'ex primo Roc interessa o meno. «Da quello che ho capito ieri mattina i proprietari dell'area sono disposti a consegnarci immediatamente le chiavi senza avere un in cambio un euro», aggiunge Callegaro. «È evidente che i Comuni e la Regione non sono in grado da soli di affrontare la gestione e soprattutto il recupero e la bonifica dell'area. L'operazione, molto onerosa, può avere successo solo se a fianco degli enti pubblici ci saranno i privati. Che per finanziare l'intervento, com'è giusto che sia, devono prima capire se il bene può produrre un interesse economico o meno».
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