Protesta dei ragazzi del liceo Cornaro: «Struttura inadeguata, muffa e crepe»
L’iniziativa, promossa dalla Rete degli Studenti Medi della città, si inserisce in una mobilitazione che sta coinvolgendo un numero crescente di istituti. Gli studenti del Cornaro hanno infatti annunciato la propria adesione allo sciopero studentesco previsto per venerdì 16 ottobre, quando la mobilitazione si sposterà dalle scuole alle piazze

Pioggia che filtra dalle finestre e dai soffitti, muffa sui muri, tapparelle rotte, crepe e infiltrazioni d’acqua. È questo il quadro denunciato dagli studenti del liceo Alvise Cornaro, dove mercoledì 14 ottobre mattina è comparso uno striscione di protesta per chiedere maggiori investimenti nella scuola pubblica. L’iniziativa, promossa dalla Rete degli Studenti Medi della città, si inserisce in una mobilitazione che sta coinvolgendo un numero crescente di istituti, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico le condizioni in cui migliaia di ragazzi sono costretti a studiare ogni giorno.
Il punto
Al Cornaro, in particolare, a preoccupare sono le condizioni dell’edificio scolastico. Aule e spazi che, secondo gli studenti, avrebbero bisogno di interventi strutturali e di una manutenzione più efficace.
«Nella nostra scuola non siamo estranei al disagio di vivere una sede inadeguata: pioggia che entra dalle finestre e dai soffitti, bolle d’acqua sui muri, tapparelle rotte, muffa, crepe e il tetto che necessita spesso di interventi di manutenzione», denuncia Benedetta Falcomer, rappresentante del liceo.
Problemi che, per i ragazzi, non possono essere considerati semplici inconvenienti quotidiani, ma rappresentano il sintomo di una situazione più ampia, segnata dalla carenza di risorse destinate all’istruzione pubblica. La protesta davanti al Cornaro vuole quindi richiamare l’attenzione non soltanto sulle criticità della singola scuola, ma anche sulle scelte politiche che incidono sulla qualità degli ambienti scolastici e sulle opportunità offerte agli studenti.
«Sappiamo benissimo che questa situazione deriva dalla mancanza di attenzione e di investimenti nell’istruzione pubblica», sottolinea Falcomer, spiegando le ragioni che hanno spinto gli studenti a mobilitarsi. Una denuncia che si accompagna alla richiesta di edifici adeguati, maggiori risorse e un diritto allo studio realmente garantito a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali di partenza.
La Rete degli Studenti Medi richiama anche i dati sulla spesa per l’istruzione. Secondo i numeri riportati dall’organizzazione, nel 2024 l’Italia avrebbe destinato all’istruzione il 4% del prodotto interno lordo, contro una media europea che è del 4, 8%. Ancora più marcata, secondo la Rete, la distanza nella quota di spesa pubblica complessiva destinata all’istruzione, pari all’8%, il livello più basso nell’Unione europea. Dati che gli studenti utilizzano per contestare la distanza tra i proclami sull’importanza della formazione e le risorse effettivamente stanziate in tal senso.
Lo sciopero
La protesta, così, non si fermerà allo striscione affisso davanti all’istituto. Gli studenti del Cornaro hanno infatti annunciato la propria adesione allo sciopero studentesco previsto per venerdì 16 ottobre, quando la mobilitazione si sposterà dalle scuole alle piazze. «Ci saremo anche noi», conferma Falcomer.
Una scelta che nasce dalla volontà di far sentire la propria voce e di chiedere risposte concrete a problemi che, secondo i ragazzi, vengono trascurati da troppo tempo. «Riteniamo sia fondamentale come studenti scendere in piazza e mobilitarci per una scuola a misura di studente, dove le nostre istanze sono considerate delle vere priorità», conclude la rappresentante.
Il messaggio lanciato davanti al Cornaro è dunque chiaro: per gli studenti parlare di futuro, merito e opportunità ha poco senso se prima non si garantiscono condizioni dignitose in cui studiare.
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