Restaurata la Sala dei Quaranta Oggi il grazie a tutti i donatori
L’iniziativa
Dopo l’enorme successo di una campagna di fundraising che ha raccolto quasi 200 mila euro, la Sala dei Quaranta di Palazzo Bo è tornata a nuova vita grazie alla generosità di decine di donatori, che questa mattina vengono ringraziati ufficialmente dall’ateneo con lo svelamento di due «donor wall», le pareti dei donatori, i cui nomi rimarranno incisi nell’anticamera dell’aula magna del Bo, dove c’è la cattedra di Galileo.
Nella Sala dei Quaranta sono presenti quaranta tele raffiguranti altrettanti studiosi europei di primo piano che Padova ha ospitato. Le tele furono realizzate a tempera nel 1942 da Giangiacomo dal Forno. La sala ha il compito di tramandare la memoria della grande tradizione internazionale ed europea dell’ateneo, che 799 anni fa nacque come asilo di liberi studi, e che da allora, proprio per i valori che ancora oggi conserva nel suo motto, ha attratto e accolto studiosi di ogni provenienza, accomunati dalla passione per il sapere. Nella sala sono custoditi anche sette labari, stendardi in seta e ricamati in oro di alcune delle antiche facoltà dell’ateneo: la facoltà Medica, quella di Lettere e Filosofia, quella Fisico-matematica, di Giurisprudenza, la Scuola degli ingegneri, quella di Farmacia, e la facoltà di Magistero. Ciascun labaro ha i colori dalle facoltà, con un’immagine ad essa dedicata.
I lavori di restauro sono iniziati a ottobre 2020 in un laboratorio allestito all’interno di Palazzo Bo, nell’Aula di Lettere, per concludersi pochi giorni fa. L’importo necessario al restauro di una tela era di 4.300 euro; 200 euro in più, invece, quello per gli stendardi. Tantissimi gli enti, le associazioni, gli ordini, le aziende, i circoli e i privati cittadini – tra cui anche alcuni docenti del Bo – che hanno scelto di “adottare” una o più tele, anche solo contribuendo in parte al finanziamento. La raccolta fondi ha totalizzato oltre 190 mila euro, andando a coprire totalmente le spese di restauro delle tele e a co-finanziare il restauro dei labari. Dietro ogni donazione c’è una storia: chi ha donato per senso di appartenenza all’Università, chi ha voluto ricordare i 40 anni dalla propria laurea, chi invece voleva omaggiare lo studioso raffigurato, e chi semplicemente ha creduto nel progetto. Mecenati d’eccellenza l’ambasciata ungherese di Roma, che per il restauro della tela di István Báthory ha donato 10 mila euro, e la Repubblica di Slovenia, che ha sostenuto il restauro della tela di Marko Gerbec. Tra i donatori, per quanto riguarda i labari, ci sono anche la Camera degli avvocati tributaristi del Veneto e l’Ordine dei farmacisti di Padova. —
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