Il mondo dei giocattoli in 3D è sbarcato in via Altinate a Padova

L’imprenditore cinese Hu Cheng conquista il mercato con i diorami, una sorta di puzzle meccanici robotizzati in vendita nel suo negozio Robotime dove si trovano anche giochi tecnologici. Il pubblico? Soprattutto adulti

Daniela Gregnanin

«Mi sono detto: non è il caso di aprire l’ennesimo negozio di abbigliamento. Ho analizzato la città e cercato di capire quale prodotto potesse essere “innovativo” e capace di creare quell’effetto wow che spesso manca. E credo, visto i risultati ottenuti in meno di dieci giorni, di esserci riuscito».

A dirlo Hu Cheng, 40 anni, detto Silvio, che in via Altinate al civico 51 ha piazzato la sua nuova attività: Robotime. Un negozio che ha una caratteristica: incolla tutti alla vetrina. Grandi e piccoli, indipendentemente dall’età, sono portati (anzi quasi calamitati) all’interno, dove pare sia impossibile non acquistare una scena 3D.

L’imprenditore cinese, in Italia da due anni, ha puntato su modelli meccanici in movimento da costruire con veri e propri ingranaggi e leveraggi. Insomma, i Diorami sono sbarcati in città. Per chi non masticasse il termine, non pensi a subito a qualcosa di giapponese, perché questi oggetti dotati di musiche, luci e animazione, sono nate in Francia a metà del XIXº secolo. Chi varca la soglia dell’attività, è davvero attirato come una falena dalla luce di una lampada, tutti restano a bocca aperta nell’osservare scene di interni, piccole barche, giostrine, orologi a cucù, aeroplani, labirinti, giardini e monumenti che si muovono a suon di musica e ruote dentate. Le possibili costruzioni da realizzare, sono in bella vista in teche trasparenti e invogliano l’avventore alla spesa.

Unica dote da possedere, la pazienza. Questa sorta di puzzle 3D, pare stia facendo “impazzire” tra l’altro i molti studenti che bazzicano la città: sarebbero questi ultimi, insieme ai turisti, a fare man bassa dei particolari kit “robotizzati” che sono pure facili da trasportare, perché tutto il necessario è contenuto all’interno di scatole super sigillate, perfette per chi viaggia con qualsiasi mezzo.

«Sono stupito anch’io, da quando ho tirato su la saracinesca, sono entrati tantissimi studenti universitari, che per scacciare la noia hanno acquistato dei kit animati che servono da ferma libro, sono già rimasto senza» sottolinea l’imprenditore che, di bambini, ne ha per il momento visto pochi. Di solito chi accede, tolti studenti e turisti, ha mediamente tra i 40 e i 50 anni.

Si tratta soprattutto di donne, che hanno visto questi prodotti in casa di qualche amica e che desiderano possedere quanto prima un diorama. «Però anche gli uomini non scherzano, qui devo dire che a “perdere” la testa per queste scene animate sono soprattutto maschi sulla trentina, che apprezzano razzi spaziali, mini fabbriche e tutto quello che ha più ingranaggi».

Quasi impossibile, passando davanti alla vetrina, restare indifferenti.

Ci si avvicina anche solo per capire di che cosa si tratta, che siano le lucine che ipnotizzano o i movimenti prodotti dagli ingranaggi che danno la sensazione che il tempo si sia fermato o di essere nel Paese dei balocchi.

 

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