Furti di legna ogni notte, la denuncia della proprietaria: «Mi finiscono le scorte per l’inverno»
Da mesi la signore Miotto subisce continui ammanchi nel suo terreno a Sant’Angelo di Piove. I rumori notturni e le segnalazioni ai carabinieri non bastano a fermare i responsabili

La legna accatastata nel terreno diminuisce, i rumori nella notte si ripetono, ma di chi la porta via non c’è traccia. È un mistero che va avanti dalla primavera quello raccontato da Ileana Miotto, proprietaria di un appezzamento in via Chiusa, in una zona periferica del paese. Una vicenda che, al di là del valore del materiale sottratto, sta diventando per la donna una fonte crescente di preoccupazione.
Il legname
In primavera Miotto aveva fatto tagliare e potare gli alberi lungo il ciglio del perimetro del fondo, la cosiddetta riva, come si usa fare in campagna. Il legname ricavato è stato lasciato sul posto, accatastato in vari punti, in attesa di essere utilizzato in genere per il riscaldamento domestico.
Una scelta pratica. Sostenere la spesa per il taglio e poi recuperare il materiale al bisogno, senza doverlo acquistare. Il problema è cominciato dopo i lavori. Secondo il racconto della proprietaria, le cataste hanno iniziato a ridursi con una frequenza tale da farle ritenere che qualcuno stia portando via la legna. Gli episodi, riferisce, avverrebbero soprattutto di notte. I tronchi non sono sempre leggeri e per caricarli e trasportarli occorrerebbero più persone e un mezzo.
Più volte la donna avrebbe sentito un veicolo allontanarsi nelle ore notturne. In un’occasione sostiene anche di avere visto dalla propria abitazione una persona ferma, apparentemente con il compito di controllare la situazione mentre altri agivano.
Le denunce
Miotto ha contattato a più riprese i carabinieri. Gli interventi, spiega, sono stati tempestivi, ma finora non hanno portato all’individuazione di chi sarebbe responsabile delle sparizioni. Un altro episodio riguarda il giardino di casa. Alcune piante sarebbero state portate via mentre lei si trovava in casa.
Tra i consigli ricevuti c’è quello di installare fototrappole, in modo da documentare eventuali movimenti nel terreno. Una soluzione che comporta però un costo significativo vista l’ampiezza dell’area.
Erba alta
Un altro suggerimento era stato quello di lasciare l’erba alta, così da rendere meno visibili le cataste. Per un periodo, ricorda, gli ammanchi sarebbero diminuiti. Poi è arrivata una notifica della polizia locale, in seguito a una segnalazione per il presunto degrado dell’area. La proprietaria ha dovuto sfalciare l’erba e, da quel momento, sostiene che tutto sia ricominciato.
Eppure, nel vicinato, nessuno sembra avere assistito direttamente a quanto accade. Diverse abitazioni hanno cani, ma Miotto non riferisce di particolari reazioni degli animali durante la notte. C’è però il racconto di una persona che, una mattina in cui la proprietaria era assente, avrebbe visto alcuni individui raccogliere la legna. Non sarebbe intervenuta perché, in buona fede, pensava si trattasse di persone incaricate dalla stessa Miotto.
L’episodio
A rendere più amara la storia c’è anche un ricordo legato alla Protezione civile. Quando il gruppo locale aveva chiesto di usare il terreno per un’esercitazione, racconta, in paese più di qualcuno le avrebbe poi rinfacciato che gli alberi venissero tagliati gratuitamente dai volontari, come se fosse una particolare fortuna riservata a lei.
La donna dice di non sapere più come comportarsi. Continua a segnalare gli episodi, ma l’assenza di riscontri concreti la lascia senza una risposta e con il timore che persone estranee possano aggirarsi ripetutamente nei pressi della sua abitazione durante la notte.
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