Sciopero dei teatri, protesta a Padova per il rinnovo del contratto fermo dal 2018: «Paghe irrisorie»
Tecnici, maestranze, personale di sala e attori incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale. I sindacati denunciano salari insufficienti e aumenti giudicati inadeguati dopo anni di blocco contrattuale

Tecnici e maestranze, personale di sala e di supporto. Fintanto agli attori. Tutti accomunati dall’incrociare le braccia e dall’astenersi dal lavoro. Non si può dire che sul palcoscenico cali il sipario semplicemente perché oggi forse nemmeno si alzerà.
La trattativa
La protesta ha radici lontane nel tempo. Dopo l’interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale (scaduto nel 2018) il Coordinamento unitario di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil ha proclamato lo sciopero nazionale per oggi.
A Padova sono previsti due sit in, entrambi davanti al Teatro Verdi in via Livello. Il primo inizierà alle 9, il secondo alle 18. A conclusione di questo, prevista per le 19 circa, si saprà se gli attori saliranno sul palcoscenico.
«La giornata», si legge in una nota diffusa dai promotori dello sciopero, «si inserisce in un percorso di lotta più ampio che prevede già il blocco del lavoro straordinario e che culminerà con la manifestazione nazionale a Roma il 9 novembre». In altri termini «la pazienza è finita», continuano i sindacati, «la rottura del tavolo con Federvivo è l’esito inevitabile di un confronto in cui gli interlocutori ha respinto ogni richiesta d’innovazione e dignità».
Ecco allora che «a fronte di un contratto fermo dal 2018 e di un’inflazione che nel periodo ha toccato il 23 per cento, le risposte economiche che ci sono state avanzate rappresentano un insulto e un’offesa alla professionalità di chi, con sacrificio quotidiano, manda avanti la cultura nel nostro Paese».
Busta paga
«Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile è di appena 1.433 euro, la controparte si è limitata a ipotizzare un incremento del 18 per cento spalmato su tre anni, senza neppure prevedere gli arretrati e dopo nove anni di blocco contrattuale: parliamo di un aumento reale di soli 28 euro lordi l’anno». Non solo.
I sindacati denunciano che «ancora più drammatica e scandalosa è la condizione del personale scritturato (tra cui attrici, attori, danzatori, macchinisti e maestri d’orchestra, ndr) che parte da un minimo giornaliero medio di soli 58,69 euro lordi». Così «la proposta d’aumento del 20 per cento spalmata fino al 2029 porterebbe la paga a soli 70 euro al giorno: un’elemosina di appena 1,30 euro lordi giornalieri per ciascun anno di attesa. Una proposta vergognosa».
Oggi
«Ci rendiamo conto che ci sono persone che hanno pagato il biglietto, e sottolineo che la nostra protesta non è diretta verso il Teatro Stabile del Veneto», dice Daniela Venier (Cgil), «ma la situazione dei salari ormai non è più sostenibile, a fronte delle professionalità e del lavoro che i tanti addetti mettono in campo ogni giorno».
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