Scuole superiori, la gestione passa ai Comuni: rischio crac

Sono 85 gli edifici degli istituti superiori ai quali la Provincia assicura la gestione e che fra qualche settimana, in base al decreto legge sulla revisione della spesa, dovrebbero passare ai Comuni. Si tratta di plessi disseminati un po’ in tutto il territorio: da Padova (dove sono localizzati una ventina di istituti) a Cittadella, da Camposampiero a Piove di Sacco, da Conselve a Monselice, da Este a Piazzola sul Brenta, da Montagnana ad Abano, senza dimenticare Selvazzano. Gilberto Bonetto, leghista, che nella giunta Degani ha la delega all’Edilizia scolastica e nel contempo fa l’assessore al Patrimonio a Cittadella, potrebbe paradossalmente perdere la scrivania in piazza Bardella e vedersi scaricato il problema a Palazzo Mantegna. «Io, per carattere», afferma Bonetto, «cerco di non muovermi mai sulle emozioni. Soprattutto in questo momento cerco di non creare allarmismi tra i 35 mila studenti che a settembre torneranno a scuola e alle loro famiglie». Però la decisione, a livello romano, sembra presa: la competenza sulle superiori va ai Comuni. «Mi pare», aggiunge Bonetto, «che stiamo vivendo una situazione di grandissima indecisione. Noi non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali e andiamo avanti. Spero siano stati previsti dei margini temporali per il passaggio delle consegne».
Intanto... «Intanto», osserva Bonetto, «io mi chiedo se sia stato stabilito chi dovrà aprire le porte degli istituti, chi dovrà accendere le luci, chi deve gestire il riscaldamento. Chi dovrà intervenire in caso di guasto all’impianto elettrico o quello idraulico. Fin qui queste attività sono state gestite dalla Provincia. Sono sei milioni di euro che dovranno essere ripartiti tra i Comuni». Questo il dettaglio: per la manutenzione ordinaria si spende all’incirca un milione all’anno, per quella straordinaria serve un milione e mezzo. Altri interventi di manutenzione comportano un esborso di un milione. Al conto vanno aggiunti 2,5 milioni per riscaldamento e aria condizionata, oltre a 2 milioni per l’energia elettrica.
Non intona il de profundis nemmeno Mirko Patron (Pdl), assessore provinciale alla Pubblica istruzione, che ieri, nelle vesti di primo cittadino di Campodarsego, ha partecipato a Roma alla manifestazione dei sindaci contro i tagli agli enti locali. «Vedremo se il decreto», commenta Patron, «verrà convertito in legge. E’ ovvio che, nel frattempo, l’attività prosegue: noi abbiamo già fatto gli incontri con i dirigenti scolastici per programmare l’avvio dell’anno 2012-2013. Io farò l’assessore con impegno fino all’ultimo giorno. Nel frattempo però mi chiedo come faranno, ad esempio, Cittadella e Camposampiero a gestire i loro istituti superiori».
Paolo Giacon, consigliere provinciale del Pd, taglia corto: «La cosa più sensata è che la competenza passi alle Rergioni in collaborazione con gli uffici scolastici provinciali».
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