Sedersi per terra sarà considerato degrado

Le curiosità: non si può vestire troppo scollati, vietate la pipì per strada e le uova alle feste di laurea

Niente pipì fuori dal vaso e niente abiti troppo succinti, altrimenti scatta una multa di 100 euro. Il nuovo regolamento sottoscritto da Bitonci e Saia contiene diverse curiosità.

«Vietato mostrarsi in pubblico in abiti che offendano il comune senso del pudore» recita uno dei passaggi del regolamento. Stabilire quale possa essere il comune senso del pudore, sarà complicato per un agente della Municipale che dovesse trovarsi davanti ad una ragazza troppo scollata o davanti ad un uomo in canottiera. Sarà considerato “degrado” anche sedersi per terra, oltre che distendersi sulle panchine. Sulle panchine, tra l’altro, non sarà possibile neanche occupare un posto con indumenti e oggetti personali per poter dare spazio a chiunque voglia sedersi. Le coppiette quindi si preparino ad essere importunate da quella categoria di anziani che non si fa scrupoli appena intravede un posticino. Sarà vietato anche salire su monumenti e sui lampioni, pescare entro le mura e fare il bagno nelle fontane. Niente festeggiamenti nella fontana di Prato della Valle in caso di vittorie di mondiali. Vietato “bagnarsi o nuotare fuori dai luoghi destinati allo scopo” e quindi addio anche ai gavettoni estivi per i più giovani. Vietato “soddisfare le proprie esigenze fisiologiche”. Se scappa bisognerà tenersela altrimenti una pipì potrebbe costare 100 euro. Vietato “esporre alla vista del pubblico da finestre, balconi o terrazze, o altri luoghi prospicienti le vie o piazze del centro storico delimitato dalle mura del Cinquecento, abiti, biancheria e simili”. Niente panni stesi fuori al balcone se si abita in centro perché pregiudica il decoro urbano. A salvaguardia del verde sarà vietato cogliere i fiori, strappare foglie e rami. Colpiti dal nuovo regolamento anche le tradizioni degli universitari. Veto per le uova durante i festeggiamenti di laurea sul Liston, che in quei giorni diventa un tappeto ricoperto di farina e ogni tipo di genere alimentare. Con gli studenti c’era sempre stato l’accordo implicito che prevedeva l’autorizzazione al ‘rito’, ma a patto che una volta finita la festa tutto tornasse pulito.(l.p.)

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova