Si studia il tram a 4 casse per la linea già esistente

Dossier a Palazzo Moroni: aumenta la capacità dei mezzi da 178 a 238 passeggeri Sarà necessario allungare tutte le fermate oppure impedire la discesa in alcune

Il tram che circola sulla prima linea, da Pontevigodarzere alla Guizza, potrebbe allungarsi a quattro casse per portare una sessantina di passeggeri in più per convoglio. Il problema è che oggi, dieci anni dopo l’inaugurazione, il modello acquistato dalla Translohr è sottodimensionato ed è pieno nelle ore di punta e in alcune giornate clou di alta frequentazione.

Il “dossier” è sulla scrivania del vicesindaco Arturo Lorenzoni ma anche del presidente di BusItalia Andrea Ragona. Cioè i due che più di tutti hanno consapevolezza che il successo di un mezzo di trasporto pubblico dipende dalla sua capacità, che oggi non può essere inferiore alle 2 mila persone all’ora.

Sul progetto va prima fatta una premessa: non potrà essere approfondito finché lo studio affidato alla Net Engineering non sancirà che la soluzione tecnologica migliore per la seconda linea del tram è quella del nuovo Translohr. Difficile però pensare che la comparazione dei pro e dei contro dei diversi sistemi possa trascurare uno degli elementi fondamentali: l’interscambiabilità dei mezzi tra prima e seconda linea, che tra l’altro si congiungono in piazzale Stazione. Una decisione dovrà essere presa entro il 27 aprile, termine ultimo fissato dal Ministero per presentare il cronoprogramma, pena la perdita del finanziamento da 56 milioni di euro deciso dal governo.

Se fosse confermato il sistema Translohr, l’ipotesi è quella di realizzare la seconda linea adeguandola a convogli a quattro casse, cioè lunghi 32 metri e con una capienza di 238 passeggeri. Uguali cioè a quelli che già oggi circolano tra Venezia e Mestre. In questo modo sarebbe possibile dirottare sulla seconda linea i quindici veicoli a tre casse (lunghi 25 metri e con una capienza di 178 passeggeri) che oggi circolano sulla prima.

I nuovi mezzi a quattro casse acquistati grazie al finanziamento governativo potrebbero essere usati direttamente sulla prima linea, per la tratta Pontevigodarzere-Guizza. L’ostacolo in questo caso sono le attuali fermate che sono dimensionate per i mezzi da 25 metri. Sarà necessario allungarle a 32, cioè di sette metri.

L’investimento, secondo Lorenzoni, è sostenibile anche se sarà necessario mettere al lavoro i tecnici comunali per progettare tutte le nuove fermate della linea 1. Solo in alcune potrebbero nascere delle difficoltà, perché vicine a incroci stradali o perché leggermente in curva. C’è l’esempio di Santa Croce, dove la fermata è al centro di una grande rotatoria. Oppure le fermate San Carlo e San Gregorio, all’Arcella, che sono vicine ad incroci trafficati.

Una possibile soluzione, studiata dall’amministrazione di Ivo Rossi (che già puntava ad allungare i mezzi), è quella di impedire la salita e discesa dalla quarta cassa nelle fermate che non è possibile adeguare.

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