Stalking condominiale, costretto dal giudice a lasciare il palazzo
Sollievo tra gli ex vicini di via delle Industrie a Limena: l'inquilino molesto dovrà stare ad almeno 500 metri dall’abitazione

LIMENA. E’ stato allontanato dal condomino in cui viveva, perché terrorizzava gli altri abitanti, ormai esasperati dalle continue minacce e dal rumore notturno. Per la terza volta nel territorio padovano uno stalker condominiale è stato allontanato dalla casa in cui viveva, in via delle Industrie a Limena.
Il giudice per le indagini preliminari Mariella Fino ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giorgio Falcone e ha stabilito che B. Z., 43 anni, debba rimanere ad almeno 500 metri dagli altri condomini, ovvero non avvicinarsi a casa, né al lavoro né alla scuola che frequentano. Si pone fine così ad un incubo durato mesi per i residenti del condominio che ormai chiamavano ogni giorno i carabinieri di Limena. Gli uomini dell’Arma alla fine hanno raccolto le denunce di otto di loro, arrivati ormai all’esasperazione. Alcuni hanno pure dovuto ricorrere a cure mediche. Lo stalker, che risiede a Vigodarzere, ma che da alcuni mesi insieme con una compagna era andato a vivere in affitto a Limena, di giorno dormiva e la notte si scatenava. Se non erano le performance amorose molto rumorose, erano musica ad alto volume, schiamazzi e continue rotture di oggetti. Dirgli di smettere non serviva a nulla perché erano solo insulti e minacce di morte a tutte le famiglie, bimbi compresi. C’era chi ormai dalla paura evitava di entrare o uscire di casa se sapeva di poterlo incontrare, oppure persone che avevano spostato i letti in una stanza diversa, per cercare di riposare. Tutti andavano a letto la sera presto, per tentare di dormire alcune ore, sapendo per certo che nel cuore della notte sarebbero stati immancabilmente svegliati. A nulla è servito chiamare in continuazione i carabinieri: l’uomo, che non è certo uno stinco di santo, non ha mostrato mai di avere rispetto per le regole. L’altra sera pertanto, giunta l’ordinanza, i carabinieri si sono presentati alla sua porta: era convinto gli notificassero lo sfratto esecutivo che già pendeva su di lui, invece gli hanno fatto fare i bagagli e l’hanno allontanato da casa, dove non potrà tornare mai più. Lui ha intanto chiesto ospitalità ad alcuni amici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








