STRAGE DI ALBERI / Il viale di carpini bianchi non esiste più

Motoseghe in azione in via Montecchia a Selvazzano. Tagliati i primi esemplari, ma tutte le 180 piante sono malate e il Comune le vuole sostituire
MALAGOLI TAGLIO ALBERI MONTECCHIA
MALAGOLI TAGLIO ALBERI MONTECCHIA

SELVAZZANO. Motoseghe in azione per tutta la giornata di ieri in via Montecchia, dove squadre di volontari dei gruppi comunali di Protezione civile di Selvazzano e di Cervarese Santa Croce hanno abbattuto una quarantina di esemplari di carpino bianco, non più in grado di reggere alla forza del vento perché malati.

La decisione di togliere le piante che ornano la strada che corre intorno alla collinetta con la storica villa Emo Capodilista, è stata presa dal settore Ambiente del Comune di Selvazzano all’indomani del fortunale del 14 giugno, quando sotto la spinta del vento una decina di alberi erano crollati sulla sede stradale e sulla pista ciclabile. Ieri gli uomini della Protezione civile coordinati da Gianni Peruffo hanno tagliato le piante più pericolose nel tratto di strada che va dall’incrocio con via Schiavo fino agli impianti sportivi del Tennis Club.

Una volta trascinate nel parcheggio del polo sportivo le hanno ridotte a pezzi. Del recupero delle ramaglie si farà carico oggi la ditta che ha in manutenzione le aree verdi. Con questo primo intervento sono stati eliminati i carpini più pericolosi.

Dall’indagine fatta nei giorni scorsi per conto del Comune dall’esperto forestale, tutti i 180 esemplari di “carpinus fastigiata” di via Montecchia sarebbero malati. Presentano sul tronco, infatti, danni da scottatura che hanno provocato ferite sulla corteccia permettendo l’attacco di malattie e infestazioni da insetti. Le ustioni alla corteccia provocate dall’irraggiamento solare sarebbero la conseguenza di una non corretta gestione dell’albero ancora quand’era giovane. L’errore, insomma, sarebbe stato quello di piantare i carpini a cespuglio e poi potarli ad alberello perché i rami vicini alla base ingombravano la pista ciclabile e la strada.

«Quanto rimpiangerò quei carpini bianchi che ornano numerose vie del territorio selvazzanese», evidenzia in una lettera al nostro giornale Alfredo Pescante. Il lettore pone anche delle domande sul perché si è arrivati a questa situazione: «Chi ha consigliato di effettuare quella inopportuna potatura, eliminando i rami fino ai tre o quattro metri dal suolo, in modo che non intralciassero pedoni e ciclisti? Non c’era altro modo per ovviare a questo inconveniente, potando ad esempio i rami a mo’ di siepe, limitandone cioè l’espansione vitalizia sui lati? Penso inoltre che la probabile causa delle malattie, come accade in altri Comuni, sia dovuta anche al fatto che gli operatori dello sfalcio dell’erba delle aiuole non siano stati abbastanza accorti a rimanere lontano dal fusto delle piante con i loro attrezzi. I carpini sbucciati e scorticati alla base, vanno incontro a malattie portate dagli insetti che penetrano in queste ferite».

Le piante eliminate ieri saranno sostituite prima della fine dell’anno. Il Comune è orientato a sostituire i carpini con aceri campestri ad alberello. Una varietà consigliata perché più adatta al nostro clima e più resistente al vento.

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