«Su corso Milano decideremo dopo aver sentito i cittadini»

«Corso Milano a senso unico? Quello è un progetto preliminare, possiamo studiare varie soluzioni, anche il doppio senso. Come sempre: decideremo assieme ai cittadini». È direttamente il sindaco Sergio Giordani a tirare il freno a mano rispetto alla soluzione prospettata nel progetto di fattibilità della terza linea del tram sull’asse di Corso Milano. I progettisti infatti avevano disegnato uno schema con la pista ciclabile bidirezionale solo da un lato della strada, al centro le due corsie del tram e dall’altro lato solo una corsia per le auto e una per la sosta. Vale a dire: un senso unico in uscita dal centro, verso via Vicenza.

Il primo cittadino però, nel presentare il protocollo con Rubano e Vigonza per il Sir2, ha lasciato aperta la questione, non prospettando alcuna soluzione: «Vorrei chiarire che il progetto con cui sono stati ottenuti i fondi è quello di fattibilità ed è quindi preliminare, devono passare altri due step progettuali ben più dettagliati: definitivo ed esecutivo – osserva Giordani – In tante situazioni tutte le strade sono ancora aperte e attueremo la massima condivisione coi cittadini. Un esempio è Corso Milano, dove è certamente possibile anche il doppio senso di marcia per le auto, con le due corsie per il tram e la pista ciclabile. Però ripeto, faremo valutazioni ascoltando tutti, accompagnando quello che ci diranno i cittadini al lavoro dei tecnici e soprattutto immaginando il futuro a 30 anni, ovvero privilegiando la reversibilità delle opere e della strategia di viabilità in base allo sviluppo futuro del modo di spostarsi delle persone. Come sempre la mia regola è gradualità e buon senso».

L’ipotesi di corso Milano a senso unico ovviamente non piace ai commercianti e neppure all’opposizione: «Una viabilità che risulta angosciante – commenta il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enrico Turrin – Mi domando che funzione avrà a quel punto il parcheggio Prandina, se mai si farà. E vista questa nuova prospettiva sulla zona, i continui rinvii a questo punto non sembrano casuali. E mi domando, inoltre, cosa ne pensino commercianti e professionisti che in corso Milano lavorano e saranno praticamente impossibilitati ad essere raggiunti agevolmente».

«La verità è che quella del Translohr è un’infrastruttura inadeguata per la città ed anacronistica per la tecnologia – conclude Turrin – Si cerca di smontare la mobilità privata senza calcolare le conseguenze nefaste di tale decisione». —

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