Studenti in crisi, nel 2025 tremila accessi al servizio di supporto psicologico dell’Università di Padova
In via San Massimo, inaugurato il Centro psicologico di ateneto. Già attivo da 7 anni, nel 2025 ha registrato 3.000 accessi: «Vediamo studenti preoccupati, non solo per lo studio»

Ha aperto ufficialmente venerdì 9 ottobre in via San Massimo 33, la nuova sede del Centro di ateneo di Servizi clinici universitari psicologici (in sigla Scup) che nel 2025 ha avuto circa tremila accessi ed erogato diecimila prestazioni e che è attivo da sette anni.
Seicento metri quadrati
I lavori all’interno del bellissimo palazzo conosciuto come ex collegio Morgagni, sono durati due anni e mezzo e si sono concentrati sul consolidamento della struttura e l’adeguamento antisismico. Seicento i metri quadrati destinati allo Scup, composto ora da ambulatori, uffici e stanze colloqui.
Il costo complessivo dell’opera è stato di 8,3 milioni di euro, di questi 4,7 sono stati erogati dal ministero che hanno permesso all’edificio di avere impianti tecnologici meccanici ed elettrici ad alta efficienza, senza l’uso di combustibili fossili.
Supporto psicologico
Il tutto è stato pensato per supportare psicologicamente le migliaia di studenti dell’ateneo patavino, che vede lo Scup ogni anno ricevere mille nuove richieste di colloquio per ansia, depressioni e altri disturbi mentali comuni.
Il servizio di assistenza gratuito è esteso anche nelle sedi dell’ateneo in quel di Treviso, Rovigo e Vicenza e vede all’opera un team complessivo di 90 persone tra le quali: professionisti, docenti, tirocinanti e impiegati, che si mettono a disposizione per ascoltare le necessità di chi si rivolge allo Scup. Per i casi più urgenti o quando il team di esperti ritiene che sia necessario, il servizio si appoggia a uno psichiatra o indirizza al Servizio sanitario nazionale.
A usufruire del servizio sono soprattutto studentesse e molti studenti stranieri, che vivono il peso dei conflitti che interessano attualmente i loro paesi.
«Mille nuove visite l’anno»
«Ogni anno eroghiamo all’incirca mille nuove prime visite e questo è un buon segnale, significa che uno studente che è in difficoltà sa come chiedere aiuto», spiega Claudio Gentili, direttore del centro, che aggiunge: «Vediamo studenti che vivono stati di forte preoccupazione, ma sia ben chiaro: non è solo l’università che porta a queste emozioni, bensì un vissuto complessivo».
L’Università di Padova si è inoltre avvalsa negli ultimi due anni del progetto Proben, finanziato sempre dal ministero con tre milioni di euro e che finirà nel 2027, nato per promuovere il benessere psicofisico nella popolazione universitaria. «Spero possa diventare un punto di riferimento anche di quei studenti che vivono la “carriera sospesa” con grande stress», aggiunge Gentili.
«Il nostro ateneo ha sempre avuto la vocazione a un sostegno globale, non esiste solo la didattica. L’investimento in benessere porta a risvolti sociali propositivi nell’intera comunità», evidenzia la rettrice Daniela Mapelli. «Credo sia significativo che questa inaugurazione avvenga il giorno prima della Giornata mondiale della Salute mentale, un tema che ci riguarda tutti» aggiunge anche Marta Ghisi, prorettrice al Benessere dell’ateneo.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








