Tangenti, Marcolongo incastrato con una cimice nell’auto

L’inchiesta sul verde ad Abano e Montegrotto nata dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori stanchi di pagare
PD 07 dicembre 2005 G.M...Tribunale..(BORDIN) tribunele di Padova -Bordin
PD 07 dicembre 2005 G.M...Tribunale..(BORDIN) tribunele di Padova -Bordin

PADOVA. Si erano stancati di pagare. Per questo hanno deciso di parlare. Così è partita l’inchiesta della guardia di finanza coordinata dal pubblico ministero Federica Baccaglini che lunedì sera alle 21 ha portato in cella di Ivano Marcolongo. I militari coordinati dal tenente colonnello del Gruppo di Padova, Luca Lettere, infatti, hanno arrestato in flagranza l’assessore all’Ambiente di Montegrotto per concussione e turbativa. Gli investigatori erano lì che lo ascoltavano. Nella sua auto avevano piazzato una cimice. Quando hanno avuto la certezza che denaro era passato di mano (pare davanti casa di un imprenditore), una mazzetta di mille euro, sono entrati in azione.

Soldi che secondo l’ipotesi accusatoria del pm e del procuratore capo Matteo Stuccilli, non si sarebbero fermati solo nelle tasche dell’assessore Marcolongo, indagato anche induzione indebita a dare o promettere utilità (la cosiddetta corruzione per induzione), ma sarebbero finiti anche al sindaco di Montegrotto Massimo Bordin, accusato pure lui di concussione, turbativa d’asta e induzione indebita e al sindaco di Abano, Luca Claudio al quale vengono contestate le medesime accuse, ad eccezione della turbativa d’asta.

GENESIN..FEDERICA BACCAGLINI P.M. GENESIN..FEDERICA BACCAGLINI P.M.
GENESIN..FEDERICA BACCAGLINI P.M. GENESIN..FEDERICA BACCAGLINI P.M.

Ma non è tutto: risultano, infatti, indagati anche tre imprenditori, legati alla manutenzione delle aree verdi, che evidentemente pagavano per assicurarsi l’appalto alle Terme. Soldi che poi sarebbero rientrati con la possibilità di lavorare. I mille euro in contanti - solo una piccola parte della dazione concordata - sono stati sequestrati. Marcolongo dalle 21 dell’altro ieri fino a ieri mattina è rimasto in stato d’arresto nella caserma di via San Fidenzio a Padova. Ieri mattina il pm Baccaglini ha dato il via libera a 16 perquisizioni che hanno interessato le sei persone indagate nell’indagine e altre 10 dove gli inquirenti sospettavano di trovare documenti importanti in merito all’inchiesta: politici, imprenditori, dipendenti comunali. Dalla caserma della Finanza sono partite 15 auto, quasi una sessantina di finanzieri.

Hanno sequestrato molti documenti, anche nei due municipi.

Le indagini che riguardano il malaffare alle Terme legato alla manutenzione delle aree verdi sono due e si intersecano: uno sarebbe iniziata nel 2008, l’altra è molto più recente. Un contributo alle indagini potrebbe averle date anche l’ex comandante della polizia municipale Benedetto Allegro, che nei mesi scorsi ha parlato per ore con i militari della Finanza. Tra Allegro e Claudio è in essere un clima di tensione, visto che l’ex comandante licenziato ha presentato un ricorso per il suo reintegro alla guida della polizia locale. Le tangenti sul verde sarebbero solo un filone d’indagine. La lente degli inquirenti sarebbe piazzata sull’area di piazza Mercato a Montegrotto dove si sono costruiti 15mila metri cubi residenziali in edilizia convenzionata, un progetto finito male con il fallimento della cooperativa Sacro Cuore. Poi c’è l’affare Ex Zeus, davanti al Peter Pan, ad Abano un hotel diroccato trasformato in appartamenti di lusso e negozi. Qualcuno ha guadagnato qualcosa da queste operazioni? Si indagherebbe da tempo ma per ora non ci sono addebiti a nessuno.

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