Torre dopo il temporale: «Fiumi d’acqua dentro le nostre case»

Allagati anche negozi, garage e magazzini. Controlli sulle cause da parte dei tecnici dell’Aps: sott’accusa è la rete fognaria
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ALLAGAMENTI VIA IPPODROMO
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TORRE. Il giorno dopo l’acquazzone che ha investito e bloccato Torre, la gente non ha tempo di lamentarsi, troppo impegnata ad asciugare la pioggia e cercare di riparare ai danni del fiume d’acqua che gli è entrato in casa, nei negozi, nei magazzini e nei garage. Due camion di Aps hanno perlustrato caditoie e tubature per capire se c’è stato qualche impedimento, di fatto trovando i sottoservizi liberi. Ma nelle vie vessate dall’acqua – via Fornaci, via Ippodromo, via Venezian, via Ceron, via Bassette e sottopasso del Bigolo - ci sono parecchie teorie.

BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA- GIORNO DOPO ALLUVIONE VIA FORNACI
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Imputato numero uno: le fognature. «Non scaricano», assicura Clara Bonetti, anziana residente di via Fornaci. «Telefoniamo in Comune, ma non vengono sempre a verificare».

Che si tratti di fogne, in via Fornaci, ne sono praticamente sicuri perché una residente ha fatto analizzare l’acqua e il laboratorio ha dato la sentenza: acqua nera. Non solo, alcune case che guardano su via Ceron, assicurano che l’acqua torna indietro da lì. Il risultato sono cantine e scantinati allagati, auto inservibili e garage sott’acqua.

Un'ora di pioggia, Ponte di Brenta e Torre allagati

Ma c’è chi sta peggio. Come la famiglia Bonetti che ha un magazzino all’ingrosso: badili alla mano hanno lavorato la notte dopo il temporale e tutta la mattina di ieri. Ad aiutarli anche Dan Basarabescu, un vicino di casa rumeno. La sua casa, al primo piano, è passata indenne sotto la pioggia battente, ma questo non ha dato la scusa a Dan di scendere in strada e bagnarsi da capo a piedi per aiutare i vicini, impegnati a mettere al sicuro gli alimenti del magazzino all’ingrosso. «La fogna», ripete Dan, «non riceve l’acqua oppure potrebbe essere che la zona è in pendenza, che c’è un avvallamento».

BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA- GIORNO DOPO ALLUVIONE VIA FORNACI
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Del resto non è la prima volta che la via s’allaga dopo un temporale, copioso ma breve. Negli ultimi anni la questione è un appuntamento fisso, un paio di volte l’anno. I cittadini fanno del loro meglio: la signora Francesca Scalco, a spese sue, fa ripulire le caditoie e qualche volontario svuota i tombini dalle foglie secche. Ma poi piove e siamo punto e a capo. «Questa volta l’acqua non è entrata nel negozio», racconta Giuliana Bernardello, della panetteria, «ma ci siamo andati pericolosamente vicini. Quando sono andata via ho fatto fatica a prendere l’auto, tanto che avevo paura non partisse perché l’acqua mi arrivava alle caviglie».

BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ALLAGAMENTI VIA FORNACI
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I campi da tennis per fortuna erano chiusi: «siamo stati fortunati perché eravamo chiusi», riferisce Battista Qualdi, il barista, «ma quando sono andato via ho dovuto fare tutto il giro da Mortise per raggiungere Ponte di Brenta». Idem Gianluca Camerini: «via Bassette», assicura, «era impraticabile». Il rione si affida alla solidarietà del vicinato: «quando non ci siamo e piove, ci telefoniamo a vicenda», rivela Liliana Santon, che abita in via Venezian, «purtroppo il nostro quartiere non è molto considerato da palazzo Moroni». «Il problema», spiega invece Paolo, anche lui di via Venezian, «è il sottopasso: fa tappo».

 

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