Trapianti di rene, a Padova raggiunto il record dei 200 interventi nel 2026

Nel 2025 il Centro ha effettuato 224 trapianti di rene, collocandosi ai vertici nazionali. Sulla base dell’attività registrata nei primi dieci mesi, l'obiettivo è superare a dicembre il trend dello scorso anno. Accanto ai volumi, la sopravvivenza a tre anni dal trapianto renale supera il 90 per cento

L'ingresso dell'Azienda ospedaliera di Padova
L'ingresso dell'Azienda ospedaliera di Padova

Trapianti di rene: l’Azienda Ospedale Università Padova ha raggiunto nella notte il traguardo dei 200 interventi dall’inizio del 2026. Un risultato che consolida il ruolo del centro di riferimento internazionale grazie all’esperienza clinica, all’innovazione chirurgica e all’organizzazione multidisciplinare.

Nel 2025 il Centro ha effettuato 224 trapianti di rene, collocandosi ai vertici nazionali. Sulla base dell’attività registrata nei primi dieci mesi, l'obiettivo è superare a dicembre il trend dello scorso anno. Accanto ai volumi, la sopravvivenza a tre anni dal trapianto renale supera il 90 per cento.

Il centro

La storia del Centro Trapianti Rene e Pancreas di Padova è iniziata nel 1988 con i primi trapianti di rene. Nel 1991 è stato realizzato il primo trapianto combinato di rene e pancreas, mentre nel 1992 si è svolto il primo trapianto di rene da donatore vivente. Nel 1999 è stato introdotto il trapianto di doppio rene e nel 2001 la nefrectomia del donatore vivente con tecnica laparoscopica.

Le tappe successive hanno visto nel 2010 lo sviluppo del programma di trapianto da donatore vivente ABO incompatibile e nel 2022 l’istituzione di un percorso clinico dedicato ai pazienti altamente sensibilizzati. A novembre 2023 Lucrezia Furian ha eseguito il primo trapianto di insule pancreatiche; a dicembre 2025 l’équipe ha effettuato il primo trapianto di rene samaritano e a giugno 2026 il primo trapianto di rene con chirurgia robotica.

Il dg: «Un risultato importante»

«Il traguardo dei 200 trapianti di rene dall’inizio dell’anno rappresenta un risultato importante per la nostra Azienda Ospedale Università Padova e testimonia la competenza e la dedizione dei professionisti coinvolti in un’attività clinica di elevata complessità», dichiara il direttore generale dell’Azienda Ospedale Università Padova, Paolo Fortuna.

«La trapiantologia richiede organizzazione, innovazione e integrazione multidisciplinare, ma soprattutto una costante attenzione alla persona. Continueremo a investire nello sviluppo dei programmi trapiantologici e nel miglioramento della qualità delle cure così da assicurare sempre ai pazienti le migliori opportunità terapeutiche. La meta raggiunta stamattina conferma sia il ruolo strategico della trapiantologia nell’attività dell’Azienda Ospedale Università Padova, sia il valore di un modello che sa integrare assistenza, ricerca e innovazione. Un impegno che prosegue giorno dopo giorno con l’obiettivo di ampliare le possibilità di cura e di migliorare la qualità della vita di chi è affetto da patologie tanto complesse».

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