Tributi comunali del 2013, evasione del 40 per cento

Capacità di riscossione bassa, in Veneto solo Belluno e Rovigo sono peggio. L’ex assessore Zampieri: «Dati che sorprendono, siamo sempre stati al vertice»
CORTESE - VARIE FOTO AEREE
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PADOVA. C’è una differenza sostanziale tra prevedere l’incasso dei tributi e tra l’avere i soldi in cassa. L’ennesima dimostrazione la si ha dalle entrate tributarie del 2013 dei capoluoghi di provincia italiani che vede Padova con una capacità di riscossione del 59,8% su un accertamento relativo all’anno in questione del 181,7 milioni. Una cifra allarmante, almeno dai dati che pubblica Il Sole 24 Ore che piazza la nostra città in bassa classifica, in compagnia di molti Comuni del sud. Le entrate tributarie sono l’Imu, l’addizionale Irpef, il canone di occupazione del suolo pubblico e la tassa sui rifiuti. Peggio di Padova per quell’anno figura solo Belluno, 55,8% e Rovigo, 55,2%, meglio Treviso 71,1%, Venezia, 72,3%, Verona, 79,6%, Vicenza, 84,5%.

L’assessore ai Tributi del 2013, Umberto Zampieri considera questo dato non coerente con quanto effettivamente incassato da Palazzo Moroni. «Siamo sempre stati tra i più fedeli dal punto di vista fiscale, per quanto riguarda la tassa sui rifiuti che occupa una bella fetta del totale delle entrate, l’evasione si attestava sul 5%. Il dato potrebbe essere non aggiornato visto che se l’evasione si fosse attestata su quella cifra, circa 70 milioni sarebbero mancati all’appello e avremo dovuto fare una manovra molto pesante nel 2014, cosa che non è avvenuta».

Stefano Grigoletto, attuale assessore ai Tributi, preferisce non commentare dei dati riferiti alla gestione dei suoi predecessori: «Bisognerebbe fare delle attente verifiche». Passando alle entrate extra tributarie (multe, tariffe delle mense, impianti sportive, musei, mostre, riscossione affitti) sempre del 2013, Padova risale la classifica e si piazza, con una capacità di riscossione del 67,5% su un monte totale di 54,2 milioni di euro. L’indice di riscossione cosiddetta “strutturale” riferita agli anni dal 2008 al 2012 è dell’89,5% delle previsioni di raccolta, un dato riferito al totale degli incassi del Comune.

«È venuta meno la capacità di pagamento delle famiglie» sottolinea Roberto Nardo dell’Adiconsum, «a causa della perdita reddituale per la carenza di lavoro rispetto agli anni ante 2010. Inoltre va sottolineata la minore possibilità di recupero di Equitalia. Molti Comuni, dopo le polemiche degli anni scorsi hanno rallentato i tentativi di recupero con un minore ricorso ad Equitalia. In generale i politici sono molto attenti all’impopolarità».

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