Ancora turismo cafone: in accappatoio e ciabatte per il centro di Abano
Due clienti di un hotel sono stati visti a passeggio in piazza Todeschini. Il consigliere De Mare: «Questo testimonia quanto la nostra destinazione sia purtroppo scesa di livello». Il sindaco: «Piccolo scivolone»

Torna a far discutere il cosiddetto “turismo cafone”. Mercoledì 26 agosto una coppia di turisti è stata vista passeggiare in pieno centro, in piazza Todeschini, con un accappatoio bianco e le ciabatte ai piedi. Un abbigliamento abituale nelle strutture termali, ma poco appropriato nelle strade e nelle piazze della città.
La scena riapre un tema che, ad Abano e nel bacino termale euganeo, si ripresenta ormai da anni. A notare per prima i due turisti è stata Linda Guarise, del bar Lady. «Quando li ho visti non volevo crederci», racconta.
Per la commerciante si tratta di una situazione inadatta a una località come Abano Terme, conosciuta a livello internazionale. «Non siamo di certo un paesetto di campagna, anche se queste cose non succedono neanche in campagna», osserva. Il tema accomuna Abano e Montegrotto, dove negli ultimi anni sono state raccolte segnalazioni di turisti in costume, infradito o abbigliamento da piscina mentre percorrevano le vie dei centri cittadini per raggiungere negozi e bar.
Il principio è semplice: ciò che è normale all’interno di una piscina o di una struttura termale può risultare fuori luogo quando si entra negli spazi urbani condivisi. Il confronto non mette in discussione l’accoglienza né la libertà di vivere le Terme, ma il comportamento negli spazi aperti a tutti. Per alcuni operatori, una distinzione che merita di essere ricordata ancora con cura.
Tra chi chiede di affrontare il tema c’è Gennaro De Mare, titolare della pelletteria One Millen e consigliere comunale. «Siamo di fronte a episodi sempre più dilaganti che testimoniano quanto la nostra destinazione sia purtroppo scesa di livello», sostiene.
«Questi sono i turisti che frequentano le nostre amate terme. Una volta c’erano turisti di un certo livello, adesso ci sono persone che si permettono di uscire in costume o in accappatoio». De Mare propone una soluzione concreta: «Chiediamo che vengano fatti dei regolamenti ad hoc, magari con cartelli da distribuire negli hotel e nei negozi, in modo tale da richiamare l’attenzione».
Sul caso interviene il sindaco Federico Barbierato. «Un episodio spiacevole, che non rappresenta il modo in cui vogliamo vivere e far vivere Abano. Accogliere significa anche rispettare i luoghi, le persone e la comunità che ci ospita. Il turismo è una grande risorsa quando alla libertà di divertirsi si accompagna sempre il senso civico», afferma.
Una lettura più prudente arriva da Marco Gottardo, direttore di Federalberghi, che invita a non trasformare un episodio in un giudizio sui visitatori. «Abano e Montegrotto sono sinonimo di benessere, relax ed eleganza. La cultura dell’accoglienza è il cuore della nostra identità e l’accappatoio rappresenta il simbolo del comfort che offriamo all’interno delle nostre strutture e dei nostri parchi termali».
Per Gottardo l’episodio di piazza Todeschini va ridimensionato. «Eventi isolati come questo vanno analizzati per quello che sono: piccoli scivoloni di buon gusto, spesso frutto di una distrazione o di una superficialità del momento». La strada è dunque quella della sensibilizzazione. Hotel e strutture termali potrebbero ricordare agli ospiti, attraverso indicazioni discrete, che costume, accappatoio e ciabatte sono pensati per gli spazi dedicati al benessere e non necessariamente per le vie del centro.
Il punto non è limitare il relax, ma aiutare a distinguere gli ambienti e rispettare chi vive e lavora in città. «Commercianti e residenti chiedono che il centro di Abano continui a essere vissuto come uno spazio pubblico, non come un prolungamento della piscina dell’hotel», conclude Maurizio Tentori, presidente del comitato Abano dice No.
«Purtroppo la nostra destinazione non è più quella di pregio di un tempo ed episodi così ne sono la più nitida testimonianza. Bisogna saper ricordare ai nostri turisti che non siamo al mare, come a, Sottomarina o Bibione, per citare alcuni esempi, ma in una località termale di pregio e di classe».
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