Uccise un uomo nel 2010, è già libero a spacciare

Mohamed Abolwafa fu condannato a 8 anni per il delitto di piazzale Cuoco. La polizia l’ha arrestato l’altra notte con un chilo e mezzo di hashish

PADOVA. Sei anni fa è stato arrestato per aver ammazzato per strada un connazionale, sei anni dopo è ancora sulla strada a spacciare. Mohamed Abolwafa, 29 anni, marocchino, è stato arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Padova con un chilo e mezzo di hashish.

È uno dei carnefici che la notte tra l’1 e il 2 ottobre 2010 uccise a coltellate in piazzale Cuoco Khalid Anoir, 19 anni, marocchino. La vittima, massacrata da cinque coltellate una delle quali gli aveva reciso l’arteria femorale, probabilmente aveva un debito di circa mille euro con gli aggressori. Il diciannovenne morì dissanguato. Gli investigatori della Questura di Padova riuscirono a individuare e arrestare i tre aggressori. A gennaio 2012 Mohamed Abolwafa venne condannato a 8 anni. Ma si sa che a volte la giustizia funziona in modo un po’ strano e per qualche motivo il giovane marocchino condannato a otto anni quattro anni fa, era già fuori.

Gli uomini della Squadra mobile di Padova l’hanno incrociato seguendo la pista della droga. Durante un’indagine sullo spaccio in centro hanno scoperto che era tornato a fare l’antico mestiere, lo stesso che nel 2010 gli aveva armato la mano. Così si sono messi a seguirlo. L’altra sera l’hanno visto salire in auto con un ragazzo. L’hanno seguito fino a via Cagni a Montà. I due si sono addentrati in una zona isolata, con intorno solo campi. Sono usciti dopo mezz’ora ma a quel punto c’erano gli agenti ad attenderli. Mohamed Abolwafa e Stefano Gerardi, 28 anni, padovano, sono stati perquisiti. Nelle disponibilità del marocchino c’erano un chilo e duecento grammi di hashish. Con l’aiuto dei cani antidroga sono andati poi a ispezionare la zona in cui era stati poco prima, trovando altri 300 grammi della stessa droga.

Secondo gli investigatori della Mobile quello era il luogo che il nordafricano aveva scelto per nascondere il consistente quantitativo. Ma siccome il venerdì sera è ottimo per fare affari, si era fatto accompagnare per prelevare un chilo e oltre da spacciare in centro. Il ventottenne padovano era solamente il suo accompagnatore ma questo non è bastato a evitargli l’arresto (ai domiciliari).

Ora i poliziotti stanno cercando di capire quanto fosse vasto il giro di clienti. L’analisi del telefonino potrà dare molte risposte, sia sui clienti che sui fornitori del marocchino.

e.ferro@mattinopadova.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova