Ucciso dalla legionella mentre era in vacanza

Guglielmo Mazzucchi aveva 69 anni e viveva a Ponte di Brenta. Il quadro clinico si è aggravato in due settimane. Colpa del condizionatore

PADOVA. L'infezione, letale, se l'è portato via in poco più di 15 giorni. Guglielmo Mazzucchi, 69 anni, di Ponte di Brenta, non è riuscito a sconfiggere una polmonite fulminante causata dal batterio della legionella. Un'infezione tanto aggressiva quanto rapida che l'ha colpito improvvisamente i primi giorni di luglio, mentre si trovava in vacanza a Brunico con la moglie Elsa.

All'inizio solo qualche colpo di tosse, poi le condizioni di salute che si aggravano in modo repentino, infine il ricovero all’ospedale della cittadina della Val Pusteria: il quadro clinico di Mazzucchi è precipitato nel giro di un paio di giorni. Il batterio della legionella, che nella maggioranza dei casi risponde bene alla terapia farmacologica, si è presentato da subito in una delle sue forme più aggressive e il personale medico ha dovuto optare per il coma farmacologico. È seguito il trasferimento all'ospedale di Padova dove, nel reparto di terapia intensiva del Centro "Gallucci", si è tentato di tutto per cercare di combattere l'infezione, che purtroppo aveva già compromesso in modo irreparabile i polmoni del sessantanovenne. A nulla sono valse le terapie antibiotiche e l'ausilio di apparati medicali usati in questi casi di estrema emergenza: lo scorso venerdì notte Mazzucchi se n'è andato, senza mai riprendere conoscenza.

Ancora incredula la famiglia, che mai avrebbe immaginato di perdere Guglielmo, uomo attivo e in salute, in pensione dopo essere stato dirigente di un’azienda che commercializza caldaie, da sempre impegnato in parrocchia e nel gruppo sportivo di Ponte di Brenta, in un modo così rapido e tragico. La moglie Elsa racconta l'incredibile parabola della malattia del marito con un dolore composto, ma che si può quasi toccare. «I medici ci hanno detto che potrebbe aver contratto l'infezione una decina di giorni prima dei sintomi, in qualsiasi ambiente climatizzato: dal supermercato all'ambulatorio medico, ogni posto potrebbe essere a rischio. Ma la vera sfortuna è stata di essere venuto in contatto con una forma di batterio altamente aggressiva, evento che capita in una percentuale molto bassa di casi. Si è trattato di sfortuna, una grandissima sfortuna. Poteva capitare a chiunque è purtroppo è capitato a lui», continua la moglie. Un uomo dinamico, Guglielmo Mazzucchi, che i suoi 69 anni se li portava benissimo: pieno di interessi, sempre in movimento, aveva solo qualche acciacco legato al nervo sciatico. La figlia Marta stringe fra le mani una foto recente del padre, sorridente, con in braccio la nipotina, nata un anno fa dall'altro figlio Marco, 39 anni. Un'istantanea di felicità che sembra irreale in un momento di dolore e sconcerto come questo. «Negli ultimi anni, da che era andato in pensione, siamo diventati l'uno l'ombra dell'altra: eravamo sempre insieme, facevamo tutto insieme», continua la vedova.

«Vorremmo ringraziare il personale medico, sia dell’ospedale di Brunico che di quello di Padova: si sono tutti prodigati al massimo e abbiamo sentito molta umanità e gentilezza, anche nella comunicazione delle notizie più brutte», conclude la figlia Marta. I funerali di Guglielmo Mazzucchi si svolgeranno oggi alle 10.45 nella chiesa di San Marco a Ponte di Brenta.

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