Università di Padova, anno da record: «Arriveremo a 25 mila immatricolazioni»
Marco Ferrante, prorettore alla didattica: «Abbiamo lavorato in sinergia per aggiornare i corsi di studio, stare al passo con i tempi e intercettare le tematiche emergenti. Puntiamo sempre e con convinzione all’internazionalizzazione»

Le lezioni sono ricominciate, la città si è ripopolata di tanti studenti universitari. Tanti, sempre di più: «Il trend di crescita continua», conferma il prorettore alla didattica Marco Ferrante, «arriveremo a superare i numeri dell’anno scorso». Nel 2025/2026 le immatricolazioni sono arrivate a 24.802.
Gli iscritti
«Per ora una cifra definitiva ancora non c’è», spiega Ferrante, «ma i primi dati sono molto positivi». Il prorettore spiega che sono stati posticipati i termini per le iscrizioni alle triennali (a eccezione di Ingegneria), mentre per immatricolarsi a una laurea magistrale ci sono ancora alcuni mesi di tempo. In più, nell’attuale conteggio sono esclusi gli studenti che stanno frequentando il cosiddetto semestre filtro delle facoltà di area medica.
Ciò nonostante, fa notare Ferrante, «i dati mostrano che il trend di crescita sia in linea con quello dello scorso anno, anzi facciamo addirittura un po’ meglio». Quindi, prosegue, «possiamo dire senza problemi che supereremo il numero, già eccezionale, dello scorso anno».
L’impegno
Questi risultati, secondo l’esponente di Palazzo Bo, sono il frutto di una precisa politica messa in atto durante il rettorato di Daniela Mapelli. «Raccogliamo i frutti di una politica positiva riguardo la didattica e il continuo aggiornamento dell’offerta formativa», dice ancora Ferrante, «il lavoro portato avanti negli anni sta dando i frutti sperati e il trend è positivo anche quest’anno».
E aggiunge: «Abbiamo lavorato in sinergia per aggiornare i corsi di studio, stare al passo con i tempi e intercettare le tematiche emergenti. A questo abbiamo unito i monitoraggi e maggiori servizi agli studenti, anche nelle sedi esterne alla città».
«È evidente», continua il prorettore, «che i numeri spingono a dovere necessariamente ricalibrare l’organizzazione. Per questa ragione stiamo lavorando sui servizi e soprattutto sulle sedi esterne».
L’offerta
In effetti, l’offerta didattica si arricchisce ogni anno di più. Sono già partiti tutti i 236 corsi di studio, di cui 8 in più rispetto all’anno scorso. L’offerta è composita: 114 corsi di laurea, 15 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 107 corsi di laurea magistrale e 4 corsi interateneo.
In particolare, negli ultimi anni l’ateneo patavino sta rafforzando la propria offerta formativa puntando su internazionalizzazione e innovazione. Dei nuovi percorsi dell’anno accademico 2026-2027, sei sono interamente in lingua inglese, due prevalentemente online. La scelta conferma una direzione strategica precisa del Bo: attrarre studenti da tutto il mondo e costruire un’offerta sempre più internazionale.
«Puntiamo sempre e con convinzione all’internazionalizzazione», sottolinea Ferrante, «oggi abbiamo 60 corsi interamente in lingua inglese su 236, oltre un quarto dell’intera offerta formativa. È uno degli impegni che ci siamo assunti e rappresenta una delle linee strategiche dell’ateneo. Molti dei nuovi corsi sono trasversali a diverse aree disciplinari: aprono a nuove contaminazioni, fondamentali per il futuro della ricerca e della didattica».
L’internazionalizzazione riguarda anche il territorio. L’obiettivo, spiega ancora il prorettore Ferrante, è quello di costruire «non sedi esterne, ma un campus diffuso», capace di offrire gli stessi servizi e le stesse opportunità formative in tutte le realtà dove è presente l’università. Una strategia che interessa le città di Rovigo, Treviso, Venezia e Legnaro, con investimenti destinati a rafforzare ciascun polo.
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