Vendemmia al via sui Colli Euganei, il caldo si fa sentire: «Ghiaccio secco per preservare l’uva»

La vendemmia è cominciata con dieci giorni d’anticipo rispetto all’anno scorso. Si comincia a lavorare all’alba e viene utilizzato l’azoto per il mantenimento degli acini

Gianni Biasetto
Cominciata la vendemmia sui Colli Euganei
Cominciata la vendemmia sui Colli Euganei

Sui Colli Euganei è iniziata la vendemmia con un anticipo di circa dieci giorni rispetto all’anno scorso. Da domani lunedì 10 agosto via libera alla raccolta delle uve anche nei vigneti dei soci del Consorzio di Tutela Vini Doc e Docg Colli Euganei. Anche la Cantina Cooperativa Colli Euganei da lunedì inizia a ritirare le uve dai propri 550 soci.

Le prime uve ad essere portate in cantina sono quelle delle varietà precoci, come Pinot Bianco e Chardonnay e quelle dei vigneti giovani andati in produzione quest’anno. Qualche giorno ancora di questo caldo torrido e la prossima settimana inizierà inoltre la vendemmia delle varietà Serprino e della Glera per il Prosecco che in alcuni vigneti di costiera ha raggiunto la gradazione alcolica ottimale, come pure le cosiddette basi spumante.

Per le bordolesi a bacca nera destinate ai prestigiosi Colli Euganei Doc si dovrà invece attendere la fine di agosto o i primi di settembre, anche qui a seconda delle prossime temperature.

Il fattore caldo

Se, come evidenziano gli agronomi del Consorzio di Tutela, lo stato sanitario è ottimo, la qualità è buona e la quantità in linea con quanto previsto dal disciplinare di produzione, il problema per i viticoltori quest’anno è il grande caldo che va avanti da tanto tempo.

Portare in cantina uve che hanno una temperatura di 30 gradi è rischioso e si mette a rischio la qualità. Ecco che nella maggior parte delle aziende del comprensorio euganeo si mettono in atto gli accorgimenti necessari per ottenere il prodotto migliore.

Lavoro all’alba e ghiaccio

«Non è possibile raccogliere l’uva con temperature così alte», spiega Mauro Facchin, titolare con il fratello Alessandro dell’azienda vitivinicola Ca’ del Colle di Vo’.

«Noi ci siamo attrezzati per iniziare la vendemmia alle 5 del mattino. Andiamo avanti in vigneto fino a mezzogiorno, oltre è impossibile perché nelle prime ore del pomeriggio si superano abbondantemente i 30 gradi. Nel pomeriggio lavoriamo in cantina con la gestione dei mosti. Siamo fortunati di disporre del personale necessario grazie ad una cooperativa sociale che ci fornisce gli operatori a 16-17 euro l’ora. Nonostante la raccolta avvenga nelle ore meno calde, è necessario l’uso nella pigiatura e nelle operazioni di pressatura del ghiaccio secco che non permette che il mosto vada a contatto con l’aria. Una tecnica che ci consente di evitare le ossidazioni. Ciononostante con temperature come quelle di questo periodo ci sono difficoltà nel far partire le fermentazioni».

Continua: «Usiamo serbatoi frigo, ma non è facile abbassare la temperatura dei mosti in alcuni casi da 30 gradi a 20 gradi che è l’ideale per una buona fermentazione. I costi per far funzionare i frigoriferi quest’anno andranno alle stelle. D’altronde non abbiamo scelte un caldo del genere negli ultimi anni non lo ricorda nemmeno mio papà Renato, il fondatore della cantina, che tra poco compie ottanta anni».

Annata soddisfacente

L’andamento stagionale, per certi versi anomalo, ha preservato le uve dagli attacchi di peronospora e oidio, sui vigneti dei Colli fortunatamente finora non è grandinato contrariamente ad altre zone viticole. I vigneti di collina dove non è possibile l’irrigazione risentono delle temperature e del vento caldo che determinano una concentrazione degli zuccheri e una degradazione veloce in particolare dell’acido Malico.

L’effetto è un anticipo della maturazione e della vendemmia al fine di salvaguardare l’equilibrio tra zuccheri e componente acida nell’acino.

«Siamo soddisfatti dell’andamento stagionale, le premesse sono di un’annata più che positiva sia per quanto riguarda la quantità che rispecchia le annate migliori, sia per la qualità», afferma Gianluca Carraro, presidente del Consorzio di Tutela. «Rimane il problema dei cinghiali. Gli sforzi dei produttori euganei sempre più spesso vengono infatti vanificati dalla forte presenza di questi animali che causano, ora che l’uva è matura, gravi danni nei vigneti dove vanno a dissetarsi».

Mostra a rischio?

Alla Festa dell’Uva di Vo’, in programma dal 18 al 20 settembre prossimi, mancano ancora 40 giorni. Mai sui colli la vendemmia era iniziata con così largo anticipo rispetto alla data della manifestazione. Sono in molti in paese a chiedersi che festa sarà quest’anno e che uve bianche arriveranno in mostra.

Se l’uva per i carri allegorici in qualche modo la si trova, di varietà bianche per la tradizionale mostra-concorso che vede in passerella tredici categorie, giunta alla 75esima edizione, tra quaranta giorni ce ne saranno ancora attaccate alle viti sui pendii degli Euganei?

 

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