A Roma proiezione speciale di Profumo di Pizzi, per ricordare il celebre fotografo

Il 7 ottobre al cinema Adriano, giorno in cui avrebbe compiuto 89 anni

(ANSA) - ROMA, 06 OTT - Una proiezione speciale di Profumo di Pizzi, il film documentario di Fabrizio Berruti e Gianluigi De Stefano prodotto da Quantica Produzioni per Rai Cultura, si terrà a Roma il 7 ottobre alle ore 18 al Cinema Adriano, per salutare Umberto Pizzi, il celebre fotografo scomparso il 29 settembre. Una data che non è casuale, perché il 7 ottobre è il giorno in cui avrebbe compiuto i suoi 89 anni. E' un saluto affidato alle immagini, il linguaggio con cui Pizzi ha raccontato il Paese per tutta la vita. Profumo di Pizzi racconta quasi sessant'anni di storia italiana attraverso lo sguardo inconfondibile del fotografo di fama internazionale e testimone instancabile del nostro immaginario collettivo. Uno sguardo che non osserva: entra, scava, smaschera. E resta. Dagli anni Sessanta della Dolce Vita agli anni Venti del nuovo millennio, attraverso la cronaca feroce degli anni Settanta, la mondanità sfrenata degli Ottanta e le metamorfosi del potere raccontate dal celebre Cafonal - caricatura estrema e lucidissima della classe dirigente italiana - il film compone un affresco visionario del nostro Paese. In questi decenni tutto cambia: i volti, i riti sociali, il modo di stare in pubblico, il linguaggio del potere, persino il modo di amare. Cambia la fotografia, cambiano i protagonisti, cambia il mondo. Tutto, tranne l'occhio di Umberto Pizzi, implacabile e partecipe, ironico e feroce, profondamente umano. Davanti alla macchina da presa, Pizzi ricorda ogni scatto. Ogni immagine è una storia, ogni storia una porta aperta sulla memoria. Le sue fotografie non si limitano a documentare. Raccontano, amplificano, mettono in relazione epoche lontane che, grazie a lui, sembrano accadere ora. Il passato diventa presente, il presente si fa già storia. Profumo di Pizzi è un viaggio nella memoria visiva del Paese, ma anche una riflessione sul presente, sul potere delle immagini e su chi, con ostinazione e libertà, ha saputo guardare senza mai abbassare l'obiettivo. Il racconto si arricchisce delle testimonianze dello scrittore Fulvio Abbate; di Davide Bornigia, proprietario del Piper e del Gilda; dei giornalisti Maurizio Caprara, Filippo Ceccarelli e Fabrizio d'Esposito; dell'ex ministro Paolo Cirino Pomicino; della contessa Marisela Federici e del principe Guglielmo Giovanelli. (ANSA).

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