Anni di piombo, la memoria delle stragi in una mostra a Torino

(ANSA) - TORINO, 26 OTT - Ricordare per contrastare l'oblio e restituire voce alle vittime. È questo il significato di Anni di piombo 1969-1980. La memoria che risuona nel presente, la mostra che porta negli spazi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino i bozzetti e i modellini di Non Dimenticarmi, l'installazione realizzata da Ferruccio Ascari e inaugurata il 12 dicembre 2025 in piazza Fontana a Milano, luogo della strage del 12 dicembre 1969. L'esposizione, visitabile gratuitamente nell'atrio e nella Sala mostre Juvarra, è accompagnata da una selezione di quotidiani dell'epoca, conservati nella Biblioteca Nazionale, che ricostruiscono il contesto storico degli attentati che segnarono l'Italia tra il 1969 e il 1980. L'opera di Ascari è composta da otto gruppi di steli in ferro, sormontati da campane a vento che trasformano il suono in una metafora della voce delle vittime. Sui supporti sono riportati i nomi delle 136 persone uccise nelle principali stragi di quegli anni, da piazza Fontana al treno Italicus, fino alla stazione di Bologna. A questi si aggiunge quello di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico morto dopo essere precipitato da una finestra della Questura di Milano nel dicembre 1969. Lontano dalla retorica del monumento celebrativo, Non Dimenticarmi nasce per sollecitare una riflessione civile e mantenere viva la memoria collettiva. Anche la ruggine che ricopre il ferro ha un significato preciso, come spiega l'artista: "Fintanto che non verrà il giorno in cui sarà, con chiarezza, riconosciuta la responsabilità degli apparati deviati dello Stato in quelle stragi, quella ruggine non sarà rimossa dal ferro di cui è fatta quest'opera e la nostra memoria". Come sottolinea la direttrice della Biblioteca, Marzia Dina Pontone, l'obiettivo è invitare i visitatori a interrogarsi su uno dei periodi più drammatici della storia repubblicana e sul ruolo dell'arte come strumento di memoria e consapevolezza collettiva. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








