Bimba 'contesa' a Siracusa, divieto di avvicinamento a coppia affidataria

(ANSA) - SIRACUSA, 04 GIU - I carabinieri della sezione polizia giudiziaria della Procura di Siracusa hanno eseguito un'ordinanza del divieto di incontro nei confronti di una coppia siracusana già collocataria di una minore per la quale nel luglio del 2025 il Tribunale per i minorenni di Catania aveva emesso provvedimento di ricongiungimento con la madre naturale. Il gip di Siracusa contesta i reati di maltrattamenti contro familiari, sottrazione di persone incapaci e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Secondo la ricostruzione della Procura, i coniugi avrebbero tenuto una condotta illecita "attraverso il reiterato ed ostinato rifiuto a dare esecuzione al provvedimento" del Tribunale per i minorenni che aveva stabilito che "la minore venisse affidata ai Servizi sociali del Comune di Siracusa, per poi essere definitivamente collocata dalla madre biologica". La piccola, che adesso ha sette anni, nel 2019 era giunta in Italia su un barcone soccorso da una Ong. Erano state avviate le ricerche dei genitori, e il 30 giugno 2022 era stata affidata alla coppia siracusana. Nel corso della procedura di adottabilità era arrivata dalla Croce rossa la notizia "dello sbarco di una donna, giunta a Brindisi su un barcone nel marzo 2023 che stava ricercando la figlia". Il legame tra la donna e la minorenne è stato confermato dal test del Dna. Veniva avviato il percorso di "riavvicinamento madre-figlia" e con sentenza del 17 luglio 2025, il Tribunale per i minorenni disponeva l'immediato avvio di incontri con la madre biologica. Ma, contesta la Procura, il percorso "veniva fortemente ostacolato" dai genitori collocatari, che "mettevano in atto operazioni di intralcio al ricongiungimento tra la minorenne e la madre naturale, sia attraverso azioni materiali di vero ostruzionismo, sia attraverso forme di plagio'". I consulenti della Procura hanno "evidenziato unanimemente "difficoltà della coppia a rinunciare al ruolo genitoriale e a favorire il distacco della bambina", tanto che il Tribunale per i minorenni, il 31 marzo scorso, ha disposto l'inserimento della bambina in una "famiglia-ponte", ma "ogni reiterato tentativo di esecuzione da parte del servizio sociale risultava vano". Dalle indagini emergevano "decisivi elementi di conferma del quadro maltrattante ad opera degli esperti definito come "altamente maltrattante"" e "forme di manipolazione volte ad indurre la piccola ad una lacerante scelta fra i "genitori buoni" e la "madre cattiva"". (ANSA).
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