Caro mondo crudele, le medie e l'elaborazione del lutto con il tratto di Zerocalcare

(ANSA) - ROMA, 16 OTT - Quattro anni fa in Margini, il loro primo film, che aveva debuttato in gara nella Settimana della Critica a Venezia e Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti avevano tracciato una dramedy di formazione a tempo di punk, sull'amicizia e la provincia. Due elementi che ritornano in Caro mondo crudele, nuovo mix di dramma e commedia ambientato ad Albinia, nella Toscana del 1999, nel quale va in scena il percorso di crescita e elaborazione del lutto di una ragazzina alle medie, Giovanna (la bravissima Aurora Malianni). Una storia nella quale si innesta un mondo parallelo in forma di cartoon che ha Zerocalcare come concept e character designer delle animazioni. Il film presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma arriverà in sala dal 22 ottobre con Fandango. "L'idea per la storia è nata intanto durante il lockdown, scartabellando nei materiali di Margini, che era nato come una storia di adolescenti - spiega all'ANSA Falsetti -. Abbiamo iniziato a puntare l'attenzione su quel mondo in provincia e ci è venuto in mente di inserire nella storia un tabù per gli adulti: affrontare il tema della morte con i ragazzi. Abbiamo pensato a cosa sarebbe potuto succedere se quella conversazione fosse diventata necessaria, diventando così un elemento deflagrante". Nella storia, prodotta da Disperte, Mompracem, Fandango con Rai Cinema in collaborazione con Movimenti Production, arricchita dalle musiche di Giancane, Giovanna, dodicenne presa di mira dai compagni di classe, anche perché figlia di una professoressa (Petra Valentini) che insegna nella loro scuola, deve ancora riprendersi dalla perdita prematura del padre due anni prima. La ragazzina ha trasformato il genitore in un personaggio animato, dal corpo scolpito come Kenshiro ma istintivo e a volte bambinesco (tra i tanti riferimenti, viene in mente Lupin). Nella sua vita intanto arriva un altro shock: la sparizione improvvisa del suo migliore amico, originale e anticonvenzionale come lei, Mirko (Leonardo Baldoni). Le ricerche dell'amico la portano a uscire dal suo guscio e a creare un'amicizia sempre più profonda con una compagna di scuola di cui aveva sempre avuto paura, la pluribocciata Ludovica, detta Il Maglio (Tara Trocchia). "Il nostro film precedente raccontava una banda di maschi - spiega Turbanti, anche attore nei panni del professor Vitali -. In questo abbiamo deciso di andare a indagare su un tipo di fragilità diversa da quella maschile. Pensare negli anni '90, periodo in cui anche noi eravamo alle medie, a una ragazza di provincia, ci sembrava l'archetipo migliore". Per la parte animata i due autori hanno coinvolto Zerocalcare perché "lo conosciamo da tanto, siamo della stessa tribù di appartenenza quella del punk hardcore - ricordano sorridendo -. C'era già stata una collaborazione, con lui aveva fatto la locandina di Margini. Stavolta ci siamo trovati a chiacchierare una sera del film e del mondo fantastico della protagonista e ci è venuta l'idea di lavorarci insieme". Una cosa fondamentale "sia per noi che per lui era non 'zerocalcarizzare' la nostra voce, e in questo ha aiutato anche il fatto che l'animazione fosse legata ai colori e gli stili che si usavano negli anni '80 e '90, anche nelle loro imperfezioni". (ANSA).
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