Consulta, la procura può procedere su Bartolozzi per false dichiarazioni

(ANSA) - ROMA, 06 NOV - La Procura di Roma può procedere - ma dovrà informare la Camera - in merito alle indagini sull'ex vice capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni al pm in merito al caso del generale libico Almasri. D'altro canto il Tribunale dei ministri avrebbe dovuto spiegare perché Bartolozzi non era 'concorrente' dell'altro reato di cui erano accusati anche i vertici di governo, così come la Procura avrebbe dovuto comunicare alla Camera la valutazione del collegio. È quanto, in sintesi, ha stabilito la Corte costituzionale, che ha solo parzialmente accolto un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Camera contro il Tribunale dei ministri e la Procura di Roma. La Consulta ha escluso che sussistesse per il Tribunale e per la Procura un obbligo di chiedere un'autorizzazione a procedere nei confronti di Bartolozzi per il reato di false dichiarazioni: reato 'connesso' ma non 'in concorso' a quello attribuito al ministro Nordio. Laddove avesse configurato un tale concorso, il Tribunale avrebbe dovuto in quel caso chiedere alla Camera l'autorizzazione a procedere anche nei confronti della stessa Bartolozzi, oltre che del ministro. La Corte ha infatti rilevato che, all'esito delle indagini svolte dal Tribunale nei confronti del ministro, la Procura aveva espressamente invitato il Tribunale a qualificare la condotta di Bartolozzi come concorso nei reati ascritti al ministro Nordio, o, alternativamente, a ipotizzare a suo carico il reato di false dichiarazioni durante le indagini. In virtù del principio di leale collaborazione tra i poteri dello Stato, a fronte di questa sollecitazione, il Tribunale avrebbe dovuto esplicitare le ragioni per le quali non ha ritenuto di configurare, in capo a Bartolozzi, una possibile responsabilità per concorso nei reati attribuiti al ministro. (ANSA).
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