Danneggiò auto in sosta, l'attore 'Pino o' pazzo' condannato a un anno

Protagonista 'Mare fuori' arrestato a maggio nel Milanese. Altri tre imputati condannati

(ANSA) - MILANO, 23 LUG - E' stato condannato a un anno di reclusione Artem Tkachuk, l'attore italo-ucraino di 25 anni che interpreta "Pino o' pazzo" nella serie tv "Mare Fuori", per danneggiamento aggravato di quattro auto. Una vicenda per la quale, nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso, il 25enne era stato arrestato dalla Polizia a Rho (Milano) nella zona di via Molino Prepositurale. L'arresto era stato convalidato, ma non gli era stata applicata alcuna misura cautelare. La sentenza è stata emessa, con rito abbreviato, dalla giudice delle direttissime Amelia Managò, che ha anche condannato alla stessa pena altri tre giovani di 18, 22 e 24 anni che erano con l'attore quella notte. A tutti gli imputati, compreso l'attore, la giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, ma solo se "ripareranno le conseguenze" del reato entro sei mesi, ossia risarciranno i danni. Secondo le accuse, le auto in sosta sarebbero state prese a calci dai quattro. Dopo l'arresto era emerso che all'arrivo della Polizia Tkachuk aveva anche insultato e minacciato gli agenti tanto che, oltre all'accusa di danneggiamento nel processo a porte chiuse, è stato anche denunciato in un fascicolo separato per minacce a pubblico ufficiale per frasi che avrebbe pronunciato come "adesso vi sfondo" e "io vi compro tutti". Per quei comportamenti nell'udienza di convalida dell'arresto l'attore si era scusato. Oggi le difese, con l'avvocata Maria Grazia Padula che assiste l'attore e un altro imputato e la legale Alessia Pontenani che difende gli altri due, avevano chiesto le assoluzioni, mentre la Procura aveva chiesto quattro condanne a 8 mesi. In particolare, la difesa di due imputati, con la legale Pontenani, ha fatto presente che loro avevano incontrato l'attore solo quella notte, tanto che ci sarebbe un selfie con lui, richiesto e scattato, a dimostrarlo. Per i difensori, in sostanza, non sarebbero stati i quattro a spaccare specchietti e paraurti delle macchine, tanto che erano stati arrestati in un'altra strada. (ANSA).

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