Enzo Gragnaniello, il 13 novembre esce il brano Nun è possibile

Canzone contro la guerra dedicata alle vittime e a chi continua a credere nella pace

(ANSA) - ROMA, 06 NOV - "Ci sono immagini che non riesco più a guardare. E altre che non riesco a dimenticare". Nasce da questa impossibilità di restare indifferenti Nun è possibile, il nuovo brano di Enzo Gragnaniello, disponibile dal 13 novembre sulle piattaforme digitali. Una canzone che affronta il tema della guerra e delle sue vittime, dando voce allo sdegno per la violenza, la distruzione e le vite innocenti travolte dai conflitti. Un brano che trova il proprio significato nella forza del messaggio che porta con sé. Attraverso parole dirette e senza sconti, Gragnaniello racconta un mondo in cui le bombe distruggono case, cancellano l'infanzia e spezzano il futuro di intere popolazioni. Al centro del suo sguardo ci sono soprattutto le vittime: i bambini costretti a conoscere la guerra prima ancora di poter immaginare i propri sogni, i civili e i soldati, le persone private della propria dignità e della possibilità di vivere in pace. "Questa canzone è dedicata a chi non si arrende all'orrore, a chi continua a credere nella pace, a chi, nonostante tutto, ha ancora il coraggio di sperare che un fiore possa fare più rumore di una bomba", racconta Enzo Gragnaniello. A condividere con lui questo messaggio sono alcune delle voci più rappresentative della nuova scena musicale napoletana: Dario Sansone, Gnut, Fabiana Martone, Simona Boo, Maldestro e Greg Rega. Artisti di percorsi, sensibilità e generazioni differenti che si ritrovano insieme in un progetto corale intorno a un tema che riguarda tutti. Autore e compositore del brano, Enzo Gragnaniello affida ancora una volta alla lingua napoletana la forza espressiva della propria scrittura. Il ritornello, Nun è possibile, diventa una presa di posizione, un rifiuto di considerare la guerra una condizione inevitabile, di abituarsi alle immagini della distruzione e di accettare come normale la sofferenza di milioni di persone. Una denuncia che non rinuncia alla speranza e che invita a non perdere la capacità di indignarsi. (ANSA).

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