Fsi Usae chiede incontro su criticità con Commissario edilizia carceraria

(ANSA) - TRIESTE, 06 AGO - Alla luce di una situazione nelle carceri italiane che "continua a peggiorare" nonostante gli appelli, il responsabile del Coordinamento Nazionale Direttori e Dirigenti Penitenziari della Fsi Usae, Enrico Sbriglia, chiederà un incontro con il Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, per "conoscere lo stato reale delle cose e quale sia l'effettivo cronoprogramma degli interventi e delle scadenze, al di là delle comunicazioni formali o di rito". Un incontro al quale dovrebbero partecipare anche i sindacati. Contestualmente Sbreglia ha annunciato la nomina di Giovanni Rempiccia - direttore della Casa circondariale di Vercelli - come Consigliere Nazionale del Coordinamento che si occuperà di "sicurezza sul lavoro e vigilanza sindacale in ogni struttura penitenziaria". Lo scopo è anche evitare che "i 187 direttori responsabili delle carceri si trovino soli al cospetto di un MIT che non conosce la realtà penitenziaria, nonché di un DAP 'maestro' nell'arte del rimando, e con un Commissario Straordinario che non ascolta quanti poi dovranno dirigere le strutture penitenziarie che si intendono realizzare e/o riqualificare". Sbriglia sottolinea che il Coordinamento "intende sapere quali misure strutturali, organizzative, di rimpinguamento degli organici si intendano promuovere nel prossimo triennio, per fare fronte ad una emergenza che è un fiume in piena e che sembra non trovare soluzioni di sorta, posto che mentre dei nuovi padiglioni detentivi annunciati da anni, ancor prima del piano carceri, non si scorge lo skyline all'orizzonte, ogni giorno, al contrario, si spalancano i pesanti cancelli per i detenuti 'nuovi giunti'". Il Coordinamento parla di "sezioni semiliberi dove mancano i posti letto", del "capitolo inesplorato degli alloggi collettivi per il personale e degli alloggi di servizio" che "andrebbero sempre realizzati 'fuori' dalla cinta penitenziaria, seppure in prossimità degli istituti, per non imprigionare oltre che i funzionari pure le loro famiglie". (ANSA).
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