Garante Privacy, 'sull'IA e riconoscimento facciale servono garanzie adeguate'

Appello Stanzione: "No a strumenti di sorveglianza massiva e indiscriminata"

(ANSA) - ROMA, 08 SET - "Il riconoscimento facciale ha una rilevante utilità investigativa se utilizzato in maniera circoscritta e con ogni garanzia. Non deve trasformarsi, però, in uno strumento di sorveglianza massiva e indiscriminata". Lo afferma all'ANSA il Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, che ribadisce la richiesta al Legislatore di "limiti e garanzie affinché l'IA possa dare un contributo prezioso a indagini e sicurezza, senza rinunciare alla libertà su cui si fonda la nostra democrazia". Per questo, il Garante chiede "misure che possano ridurre pericoli di falsi positivi, errori di identificazione e risultati discriminatori". "Il rischio di discriminazione algoritmica che spesso caratterizza i sistemi di Intelligenza artificiale, è tanto più inaccettabile se correlato all'attività di polizia, che incide in maniera così rilevante sulla libertà e la dignità personale - aggiunge Stanzione - È dunque necessario tracciare un confine netto tra uso legittimo della tecnica a fini investigativi e accettazione di una progressiva, quanto ingiustificata, perdita di libertà. Se superassimo questa soglia, negheremmo il senso stesso della democrazia". "Con l'intelligenza artificiale si estende rischio di uso indebito o anche solo scorretto di banche dati, oltre che di errori nell'identificazione, conseguenza della straordinaria capacità analitica dell'IA, tanto potente quanto non immune dal rischio di sbagliare - conclude Stanzione, ribadendo - Per questo, chiediamo l'introduzione di misure che possano ridurre il pericolo di falsi positivi, errori di identificazione e risultati discriminatori, evitando la degenerazione di legittime e utili risorse investigative in strumenti di sorveglianza di massa". (ANSA).

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