In centinaia ad Alba nel corteo contro il caporalato del vino

(ANSA) - ALBA, 24 OTT - In centinaia ad Alba (Cuneo) hanno preso parte alla manifestazione organizzata da Caritas albese, sindacati e associazioni del territorio per denunciare "schiavitù e sfruttamento nelle terre del vino". Una mobilitazione indetta sulla scia della denuncia di don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas cittadina, che nelle scorse settimane aveva parlato di minacce ricevute per il suo attivismo contro il caporalato. "Il caporalato che sfrutta non è solo un reato, è un'offesa a Dio e all'uomo" ha ammonito il vescovo Marco Brunetti: "Rubare lavoro dignitoso significa rubare dignità. La persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino". Fra gli intervenuti l'imprenditore vitivinicolo Matteo Ascheri, ex presidente del consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, che a proposito del caporalato ha detto: "Le aziende sono le prime coinvolte, sono loro ad offrire lavoro e avere ricadute positive. Sentire che sono le prime vittime di questa situazione è una cosa inaudibile". Una polemica con la Coldiretti cuneese che nei giorni scorsi aveva parlato delle aziende come "prime vittime del caporalato". Il corteo, partito dalla sede del centro di accoglienza in via Pola, ha proseguito fino a piazza San Paolo dove si sono tenuti gli interventi. Brevi momenti di tensione si sono registrati al passaggio davanti al centro giovani H Zone, dove l'arrivo di un gruppo di contestatori ha reso necessario l'intervento della polizia. (ANSA).
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