Incendio ospedale di Tivoli, chiesto il processo per 11 persone

Tra loro dirigenti, responsabili della sicurezza e tecnici

(ANSA) - ROMA, 19 GIU - La Procura di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio di undici persone nell'ambito dell'indagine relativo all'incendio all'ospedale San Giovanni Evangelista che nella notte tra l'8 e il 9 dicembre del 2023 provocò la morte di tre pazienti che erano ricoverati nella struttura. Il pm Filippo Guerra ha chiesto il giudizio per dirigenti, responsabili della sicurezza, tecnici e figure coinvolte nella gestione dei servizi e dei rifiuti dell'ospedale, contestando, a seconda delle rispettive posizioni, i reati di incendio colposo, omicidio colposo plurimo e numerose violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi. L'udienza preliminare è stata fissata per il 27 ottobre. Tra le persone offese figurano i familiari di Romeo Sanna e di Pierina Di Giacomo, due delle tre vittime della tragedia. Le famiglie si erano rivolte fin dalle prime fasi dell'inchiesta, tramite l'Area Manager Roma Angelo Novelli, a Studio3A-Valore, assieme all'avvocato Lorenzo Marcovecchio. Nella richiesta di rinvio a giudizio vengono "contestate presunte omissioni nella valutazione dei rischi, nella gestione della sicurezza antincendio - spiega una nota di Studio3A-Valore -, nel controllo del deposito temporaneo dei rifiuti ospedalieri, nella manutenzione degli impianti e nell'adozione delle necessarie misure di prevenzione. L'ipotesi accusatoria evidenzia inoltre criticità relative alla rete idrica antincendio esterna, alle porte tagliafuoco, alla gestione dei rifiuti speciali e allo stato di alcuni impianti tecnologici". "Sono passati quasi tre anni da quella notte che ha cambiato per sempre le nostre vite - spiegano i familiari di Sanna -. Sappiamo bene che nessuna decisione giudiziaria potrà restituirci Romeo né colmare il vuoto che la sua scomparsa ha lasciato nella nostra famiglia". Dal canto loro i parenti di Di Giacomo affermano che "da quel giorno conviviamo con un dolore che non si attenua. Non cerchiamo rivincite né scorciatoie, ma soltanto chiarezza e giustizia". (ANSA).

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