Inchiesta sisma, Castelli 'in tre anni 102 interdittive antimafia'

Il commissario "sconcertato: un fulmine a ciel sereno, nonostante i controlli"

(ANSA) - CORRIDONIA, 23 OTT - "Sono rimasto basito e sconcertato". Non nasconde il proprio stato d'animo il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, durante una conferenza stampa a Corridonia (Macerata) per un punto sugli interventi nel decennale del terremoto, commentando gli sviluppi dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e della guardia di finanza di Ancona sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri della ricostruzione marchigiana e sulle ipotesi di corruzione negli appalti pubblici. "Un fulmine a ciel sereno", afferma Castelli, sottolineando come il quadro emerso dalle indagini lo abbia profondamente colpito, pur richiamando il principio costituzionale della presunzione di innocenza. A suscitare particolare sconcerto è il fatto che il sistema di prevenzione previsto dal decreto 189 del 2016 abbia già consentito, negli ultimi tre anni, di adottare "ben 102 interdittive antimafia" nei confronti di altrettante imprese che avevano tentato di accedere alla ricostruzione, oltre a 13 misure di vigilanza collaborativa. "È un meccanismo che in sé ha prodotto esiti operativi efficaci", osserva il commissario, evidenziando come, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, alcuni soggetti sarebbero comunque riusciti a entrare nell'anagrafe antimafia degli esecutori attraverso informazioni alterate. Castelli ringrazia la procura e la guardia di finanza per la solerzia delle indagini. "Vedere questa cosa è qualcosa che ci indigna e ci addolora - aggiunge - pensando soprattutto alle popolazioni terremotate che attendono da dieci anni di tornare nelle proprie abitazioni". (ANSA).

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