Isabella Rossellini, 'mio padre Roberto era un cavalluccio marino'

(di Lucia Magi) (ANSA) - LOS ANGELES, 05 NOV - "Se mio padre fosse stato un animale, sarebbe stato un cavalluccio marino. Perché in questa specie animale sono i maschi a restare incinti e a fare i figli". Di suo padre Roberto, mito del cinema italiano e mondiale, pioniere del Neorealismo, Isabella Rossellini ricorda soprattutto la pancia "rotonda, morbida, coccolosa", tanto che il gioco preferito suo e dei fratelli era buttarcisi sopra e rimbalzare. Comincia con queste confidenze da bambina 'My Dad Is 100 Years Old', il cortometraggio con cui l'attrice - 74 anni, 50 di carriera nel cinema, una candidatura all'Oscar nel 2026 per Conclave - ha ricordato il padre: "Volevo fare un film che esprimesse le mie emozioni nei suoi confronti, perché tante volte mi chiedono di parlare di lui e non so cosa rispondere. Così mi sono detta: farò un piccolo film per spiegare quello che ho capito di lui", ha raccontato ieri sera all'Academy Museum di Los Angeles, inaugurando la retrospettiva dedicata al maestro del cinema nato a Roma nel 1906 e scomparso nel 1977. Accolta da una calorosa standing ovation, Rossellini ha conquistato Hollywood con un racconto intimo, ironico e affettuoso, prima di lasciare sullo schermo le immagini del cortometraggio che ha scritto e interpretato sotto la regia del canadese Guy Maddin. L'attrice ha aperto l'album dei ricordi, proiettando anche documenti, lettere e fotografie di famiglia, mentre ripercorreva l'aneddoto su come il regista incontrò l'attrice svedese Ingrid Bergman, che sarebbe poi diventata la sua musa per cinque film e la madre di tre dei suoi sette figli (tra cui Isabella e la gemella Isotta, nate nel 1952). "Nella sua autobiografia, mia madre non comincia scrivendo: sono nata a Stoccolma il 29 agosto 1915. Comincia raccontando di quando andò a vedere 'Roma città aperta'. L'impatto di quel film, il desiderio di lavorare con mio padre, di lasciare Hollywood e innamorarsi di lui, le cambiarono la vita". Le prime parole dell'autobiografia di Bergman, 'My Story', ricordano proprio quell'incontro cinematografico: "Il realismo e la semplicità di 'Roma città aperta' mi sconvolsero". Dopo quel primo film del 1945, Bergman - che si definisce "timida" nel corto, interpretata dalla figlia - non fece nulla. "Aspettò di vederne un altro. L'anno dopo arrivò Paisà: stesso effetto su di lei. Allora si decise a scrivergli - narra la figlia, leggendo il testo di quella lettera da cui nacque uno degli amori più discussi e celebri dell'epoca: "Caro signor Rossellini, ho visto i suoi film 'Roma città aperta' e 'Paisà' e mi sono piaciuti moltissimo. Se ha bisogno di un'attrice svedese che parla molto bene inglese, non ha dimenticato il tedesco, non è molto comprensibile in francese e in italiano sa dire soltanto 'ti amo', sono pronta a venire a fare un film con lei. Ingrid Bergman". Il cortometraggio, realizzato nel 2005, è una fantasia surreale in bianco e nero, nella quale Isabella interpreta se stessa e diversi grandi cineasti, da Fellini a Hitchcock, a Chaplin, dialogando con la figura del padre, che non si vede mai in volto, ma è rappresentato solo da un'enorme pancia. "Ho fatto questo film vent'anni fa", ha spiegato l'attrice, motivando la scelta di utilizzare un bianco e nero rovinato, dall'aspetto deteriorato, come se la pellicola fosse stata graffiata dal tempo e da lampi di luce. "All'epoca i film di mio padre non erano ancora stati restaurati. Sembravano fantasmi che, anno dopo anno, diventavano sempre più evanescenti, fino al rischio di scomparire un giorno". Proprio il restauro e la conservazione di quelle opere, capisaldi del cinema italiano, sono al centro di 'Roberto Rossellini Prefers Real Life', la retrospettiva organizzata fino al 30 novembre dall'Academy Museum insieme a Cinecittà e al ministero della Cultura. "Cinecittà detiene da trent'anni i diritti di dieci dei film più rappresentativi di Rossellini, titoli che vengono periodicamente restaurati con le migliori tecnologie disponibili nei nostri laboratori e conservati anche in preziose copie in 35mm", ha ricordato l'amministratrice delegata Manuela Cacciamani, ringraziando Camilla Cormanni, che ha ideato e prodotto la retrospettiva per Cinecittà, e Paola Ruggiero, responsabile dei restauri e della lavorazione delle pellicole. Tra gli appuntamenti, la prima mondiale del nuovo restauro 4K di 'La paura', ultimo film girato dal regista con Ingrid Bergman. La serata inaugurale si è conclusa con la proiezione di 'Roma città aperta' e prosegue oggi, ancora alla presenza di Isabella Rossellini, con 'Viva Ingrid!', il documentario dedicato alla madre diretto da uno dei nipoti Alessandro Rossellini, seguito da 'Viaggio in Italia', capolavoro del 1954. (ANSA).
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