Istituto don Bosco del Cairo compie 100 anni, parla italiano l'eccellenza in Egitto

Ministri, religiosi e studenti alle celebrazioni, 'qui i nostri sogni diventano realtà'

(ANSA) - IL CAIRO, 07 NOV - Ha celebrato i suoi 100 anni con il taglio di un nastro, insieme un traguardo e un nuovo inizio, la scuola don Bosco del Cairo, Istituto Tecnico Industriale Salesiano tra i più prestigiosi, dove le esigenze delle imprese si incontrano con le abilità delle giovani generazioni, il Piano Mattei si concretizza e dove, soprattutto - dicono gli stessi studenti - i loro sogni diventano realtà. La scuola consente ai giovani di conseguire un diploma italiano, valido in tutta Europa ed accettato anche dall'Egitto, i corsi sono in italiano e in arabo e si impara anche l'inglese. Ad una formazione tecnica di alto livello unisce una educazione laica e rispettosa dei principi di lealtà e pacifica convivenza, aperta ad allievi di ogni fede. Molte le autorità presenti alle celebrazioni: dal nunzio apostolico Nicolas Thévenin, che ha portato con sè una benedizione di papa Leone XIV, al ministro del Lavoro egiziano Hassan Raddad, dal rettore maggiore dei salesiani Fabio Attard al patriarca dei copti cattolici Anba Ibrahim Isaac. Dal segretario generale della Ceeba (la Confederazione delle associazioni d'affari euro-egiziane) Alaa Ezz ai rappresentanti di tantissime imprese italiane e non solo,che guardano alla don Bosco come il loro vivaio di talenti. Presente anche l'ambasciata italiana al Cairo. Non ultimi, tanti ex studenti oggi capitani d'azienda o tecnici iperqualificati e contesi. Come Walid Saad, diplomato nel 2013, laureato al Politecnico di Torino e oggi ingegnere con una sua azienda in Egitto. E non è il solo. La scuola ospita oggi 1005 studenti, tra cui 230 ragazze, ammesse da qualche anno. Le domande sono migliaia, la selezione severa. Aziende e associazioni fanno a gara per fare accordi, tra queste anche la Alexbank del gruppo Intesa. Si trova a Rod El Farag, un quartiere popolare del Cairo, dove dal 1926 i salesiani non hanno mai smesso di prestare la loro opera nonostante guerre e rivoluzioni offrendo istruzione, formazione e accoglienza a ragazzi di ogni fede. Con loro, oggi, 60 docenti di cui sedici italiani, alcuni inviati dal Maeci, altri con contratti egiziani. E' una scuola privata, ma i salesiani, ricorda padre Attard, non hanno mai lasciato indietro chi voleva studiare pur non avendone la possibilità. Ne escono tecnici specializzati di cui ha vitale bisogno l'Egitto, per le sue nuove aziende che operano nel settore delle infrastrutture e delle nuove tecnologie, e decine di imprese europee in cerca di saldatori, meccanici, elettrotecnici, informatici, operai specializzati ormai rarissimi in Italia. Qualcuno chiama la scuola 'il Villaggio del futuro'. Il ministro del lavoro egiziano Hassan Raddad ha evidenziato che i suoi studenti "non sono solo capaci di abilità tecniche ma dimostrano anche di saperle applicare sul lavoro, contribuendo fattivamente al progresso e alla prosperità del Paese". Qui la missione educativa di San Giovanni Bosco, oggi modulata in 130 Paesi di 5 continenti, incontra oggi anche il Piano Mattei del governo italiano. L'istituto è il fulcro del progetto 'Piano Mattei-Istruzione', del 'Villaggio Italia' e della sperimentazione del modello scolastico '4+2' che vede il collegamento diretto tra istituti tecnici e ITS Academy italiane, stanziando risorse mirate a favorire il passaggio formativo dei giovani egiziani verso il mercato del lavoro locale e le imprese in Italia. (ANSA).

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