La bellezza che cura, un'opera di Mario Merz all'istituto di Candiolo

(ANSA) - TORINO, 18 SET - L'arte e la bellezza come contributo alla cura, alla salute e al benessere: partendo da questa convinzione, la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro festeggia i suoi primi quarant'anni con un'installazione davanti all'Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, nel Torinese. È un Igloo di Mario Merz con la sequenza di Fibonacci, opera realizzata nel 1998. La sua installazione, in collaborazione con la Fondazione Merz, è stata inaugurata oggi e rappresenta un caso unico al mondo di arte contemporanea installata in modo permanente in un ospedale oncologico. "L'arte in un luogo di cura non è un ornamento. È un modo di riconoscere che davanti a noi c'è una vita intera, non una malattia", sottolinea la presidente della Fondazione, Allegra Agnelli, mentre Beatrice Merz, presidente della Fondazione Merz, spiega che "l'Igloo e la sequenza di Fibonacci raccontano l'energia vitale della natura che si rinnova costantemente". Il progetto è realizzato grazie al sostegno del Gruppo Building e con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e delle Gallerie d'Italia e sarà raccontato anche in un catalogo edito da Allemandi, che sarà presentato ad Artissima 2026. "Riteniamo da sempre importante integrare l'arte contemporanea nelle nostre architetture, convinti che la bellezza e l'armonia visiva siano elementi essenziali per rigenerare gli spazi e migliorare la qualità della vita di chi li abita - afferma Piero Boffa, presidente del Gruppo Building -. Aderire a questo progetto è stata una scelta naturale: portare l'opera di Mario Merz a Candiolo significa riconoscere alla bellezza un ruolo attivo nel percorso di cura, offrendo vitalità e accoglienza a chi attraversa un momento delicato". "In questi anni - conclude Antonio Carloni, vicedirettore delle Gallerie d'Italia - la collaborazione con la Fondazione Allegra Agnelli ha generato una vera e propria partnership culturale, fondata sulla convinzione che bellezza e cura possano camminare fianco a fianco. Attraverso diversi progetti condivisi abbiamo contribuito a portare momenti di conforto anche nei luoghi di particolare fragilità". (ANSA).
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