La cultura per 9 italiani su 10 rafforza l'identità e l'immagine delle città

Impresa Cultura Italia, Roma prima per cultura nel complesso, Milano per contemporanea

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - La cultura, per 9 italiani su 10, rafforza l'identità delle città e le rende più vive e attrattive. Il 74% è convinto che le iniziative culturali rendano il territorio più attrattivo anche per chi viene da fuori, mentre per il 71% contribuiscono a rendere la città più viva e riconoscibile, per il 68% rafforzano il senso di appartenenza alla comunità locale e per il 62% migliorano la qualità della vita. È quanto emerge dall'Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio, in collaborazione con Swg, presentato in occasione del Forum di Impresa Cultura Italia che si apre oggi, 23 ottobre, a Venezia. Nell'ultimo anno, l'80% degli italiani ha partecipato ad almeno un'attività culturale, tra le esperienze più diffuse feste popolari e sagre (58%), visite a musei e siti archeologici (54%), mostre temporanee d'arte (46%) e concerti di musica leggera (41%). A fare di una città un punto di riferimento culturale sono soprattutto la presenza di monumenti e il patrimonio storico-artistico (41%) e la qualità dei musei e dei luoghi della cultura (38%). Quando si guarda alla Capitale italiana della Cultura, però, emerge soprattutto la capacità di coniugare patrimonio storico, creatività e innovazione contemporanea (32%), seguita da una valorizzazione sostenibile della città capace di mantenere l'equilibrio tra turismo e qualità della vita dei residenti (26%). L'indagine disegna anche una geografia culturale delle città italiane. Roma è quella che meglio rappresenta la cultura italiana nel suo complesso (74%), seguita da Firenze (62%), Napoli (55%) e Venezia (49%). Significative le differenze tra generazioni: le fasce d'età più mature indicano soprattutto città simbolo del patrimonio culturale, come Roma, Firenze e Venezia, mentre tra i giovani assumono maggior rilievo città come Milano, Torino e Bologna. Sul versante della cultura contemporanea emerge, invece, Milano (60%), davanti a Roma (41%), Napoli (33%), e Torino (27%). Un quadro che mostra come patrimonio e contemporaneità concorrano, con pesi diversi, a definire l'identità culturale delle città italiane. "In una fase in cui cambiano rapidamente tecnologie, modelli di consumo e relazioni tra le persone - afferma Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio - la cultura può essere una bussola del contemporaneo perché ci aiuta a comprendere ciò che accade e a scegliere una direzione. È uno spazio nel quale una comunità immagina ciò che può diventare. Nelle città italiane questa funzione diventa concreta, perché è lì che memoria e trasformazione si incontrano e che identità e apertura possono trovare un equilibrio. Venezia ne è un esempio emblematico. Ed è proprio a partire da questo equilibrio che le imprese culturali e creative possono contribuire a rafforzare l'economia e la competitività dei territori, generando un indotto che coinvolge filiere e servizi e facendo della cultura una leva di sviluppo, partecipazione e qualità della vita". (ANSA).

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