La morte di Pantani, per la Procura di Rimini non ci fu alcun pestaggio

Integrazione alla richiesta di archiviazione dopo una segnalazione della famiglia

(ANSA) - RIMINI, 16 SET - Integrazione alla richiesta di archiviazione per l'ultima indagine sulla morte di Marco Pantani. Il pm di Rimini, Luca Bertuzzi, ha inoltrato al gip Raffaele Deflorio, una nota aggiuntiva alla richiesta già presentata nel febbraio del 2024, dopo una lunga analisi, la terza nel corso di questi 22 anni in cui si è indagato sul decesso del campione di ciclismo, ritrovato cadavere il 14 febbraio del 2004 in una stanza del residence "Le Rose". Per tre volte gli inquirenti riminesi sono giunti alla stessa conclusione, non fu omicidio. L'ultima indagine, quella del pm Bertuzzi, si è chiusa con un'archiviazione su cui si attende la fissazione d'udienza da parte del gip Deflorio. Nel frattempo a più ondate, l'avvocato Fiorenzo Alessi che rappresenta i genitori di Pantani, ha presentato alcuni nuovi elementi chiedendo alla Procura di indagare. L'ultimo in ordine di tempo di questi nuovi elementi su cui i familiari hanno chiesto di indagare riguarda le parole di un detenuto, nel carcere di Rimini riferite ad un agente penitenziario, secondo cui "Marco fu massacrato di botte per un credito di droga di circa 260mila euro". Per non lasciare dubbi, la Procura quindi ha incaricato i carabinieri di verificare quanto riportato. Nell'indagine durata dal febbraio al giugno di quest'anno, durante la quale sono stati sentiti sia il detenuto che l'agente, non sarebbero stati riscontrati elementi di prova per cui il pm ha integrato la richiesta di archiviazione. (ANSA).

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