Lagorio (easyJet), sugli azzurri paralimpici malinteso alla prenotazione

(ANSA) - ROMA, 22 LUG - Il mancato imbarco, lunedì scorso, della nazionale italiana di Powerchair Football all'aeroporto di Roma Fiumicino è stato causato da un "fraintendimento" nella fase di prenotazione. È quanto emerge dai primi esiti dell'indagine interna di easyJet, anticipati all'ANSA dal country manager per l'Italia, Lorenzo Lagorio. "Sia al momento della registrazione della prenotazione sia nelle successive comunicazioni via email non è stato recepito che per ogni atleta fossero previste due sedie a rotelle elettriche e non una. C'è stato questo malinteso, di cui dobbiamo assumerci la responsabilità e che ci dispiace molto", afferma Lagorio. "Ora prenderemo contatto con la Federazione per capire se, oltre al rimborso del viaggio, siano possibili ulteriori forme di mitigazione del danno e, soprattutto, come evitare che in futuro fraintendimenti di questo tipo possano portare a situazioni analoghe a quella di lunedì", aggiunge il country manager, che tiene anche a smentire "molte delle notizie non corrette circolate in questi giorni". "Dopo il malinteso sulla prenotazione abbiamo fatto il possibile per gestire il problema e consentire al gruppo di arrivare in tempo a Glasgow per la partita", sottolinea il dirigente, spiegando che la compagnia si è resa conto della criticità venerdì scorso, quando il coordinatore della squadra si è recato in aeroporto per verificare che tutto fosse pronto per la partenza. Già domenica gli abbiamo comunicato che 12 carrozzine elettriche non potevano essere imbarcate sullo stesso volo". L'aereo inizialmente previsto, un Airbus A319, è stato sostituito con un Airbus A320, di maggiore capacità, sul quale però non era comunque possibile trasportare tutte e 12 le carrozzine elettriche. "Abbiamo anche proposto una soluzione alternativa a una parte del gruppo: raggiungere Edimburgo con un altro volo nello stesso giorno e proseguire poi via terra fino a Glasgow, arrivando in tempo per la partita. La squadra ha però scelto di non dividersi e quindi di non partire", ricostruisce Lagorio. (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








