Legale fratelli Noemi, ottimisti sul poter dare un nome a chi l'ha uccisa

(ANSA) - CATANIA, 08 OTT - "Il nostro ottimismo sulla possibilità di dare un nome a chi ha tolto la vita a Noemi deriva dal fatto che sulla scena del crimine e all'interno dell'abitazione è stato fatto un lavoro eccellente". Lo ha detto Valeria Raciti, legale di Erica e Gaetano, sorella e fratello di Noemi Impellizzeri, la donna 33enne trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto, nel catanese, il 23 agosto scorso. I due avvocati e il loro consulente di parte, il dottore Salvatore Spitaleri, ieri hanno assistito agli accertamenti tecnici irripetibili dei carabinieri del Ris di Messina su tutti i reperti raccolti nel corso dell'ultimo sopralluogo all'interno dell'abitazione della giovane. "Sono state campionate delle tracce biologiche presenti su superfici ed indumenti, potenzialmente, molto promettenti. C'è poi - hanno aggiunto - un reperto molto importante sul quale nutriamo grandi speranze: la corda rinvenuta intorno al collo della vittima. Una corda di 'largo' uso commerciale e non utilizzata per usi specifici". Proprio questo reperto, fanno infine sapere sempre il legale Raciti e il consulente Spitaleri "potrebbe portare la firma dell'assassino, il quale, a causa della manipolazione, può aver lasciato cellule epiteliali dalle quali è possibile estrarre il profilo del dna utile per finalità identificative". "Le analisi - hanno infine evidenziato - sono in corso ed abbiamo motivo di ritenere che le risultanze porteranno a sviluppi investigativi di enorme rilievo". "Erica e Gaetano - ha concluso la penalista che difende i fratelli di Noemi - hanno scelto di vivere privatamente il loro dolore, scelta che coincide con la mia linea difensiva, che non prevede l'esposizione mediatica degli assistiti, a tutela degli stessi". (ANSA).
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