L'indiscrezione del Sun, Josh O'Connor il nuovo 007 dopo Daniel Craig

(ANSA) - LONDRA, 06 NOV - Sarà Josh O'Connor, 36enne attore britannico noto fra l'altro per aver interpretato il principe Carlo - attualmente re Carlo III - nella popolare serie televisiva The Crown, il successore di Daniel Craig nei panni di James Bond dal prossimo film della saga sull'agente segreto 007. Almeno a credere a una fonte anonima citata dal tabloid Sun "in esclusiva", a conclusione del cast finale degli ultimi giorni (e in assenza per ora di conferme ufficiali). L'indiscrezione circola del resto con crescente insistenza da alcuni giorni, mentre lo stesso attore si è limitato a dirsi in settimana "molto onorato" d'essere stato preso in considerazione. Nato a Southampton, nell'Inghilterra del Sud, in una famiglia cattolica d'origine prevalentemente irlandese, O'Connor è cresciuto a Cheltenham, nel Gloucestershire, prima di formarsi alla scuola del teatro shakespeariano Old Vic di Bristol. Il suo nome era stato indicato di recente tra quelli di un ballottaggio finale con quelli di Callum Turner e di Jack Lowden per raccogliere l'eredità di Craig: protagonista di tutti i film di James Bond da Casino Royale, del 2006, a No Time To Die, del 2021, dopo il quale aveva annunciato l'addio al ruolo. Attivo sulle scene teatrali, Josh O'Connor ha recitato anche al cinema in una ventina di film, fra cui Emma, basato sull'opera omonima di Jane Austen, o Challengers, firmato nel 2024 da Luca Guadagnino. Ha inoltre consolidato la sua popolarità in tv, conquistando una nomination ai Bafta, gli Oscar britannici, per l'interpretazione di Carlo in The Crown, e partecipando a varie altre serie di successo quali Doctor Who, Law and Order Uk, Peaky Blinders o Les Misérables. Repubblicano dichiarato, è stato indicato negli anni scorsi dai media del Regno Unito come un elettore del Labour e un sostenitore dell'ex leader laburista radicale Jeremy Corbyn. Nel 2025 ha inoltre firmato un appello pro-pal con altre personalità dell'industria cinematografica, nel quale si accusava Israele di "genocidio e apartheid" ai danni dei palestinesi, impegnandosi a non lavorare per istituzioni israeliane. (ANSA).
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