'L'occasione fa il ladro' di Ponnelle torna a incantare il Rof dopo 40 anni

Sul palco cast affiatato tra teli di scena dipinti a mano e macchinari spostati a vista

di Federica Acqua (ANSA) - PESARO, 13 AGO - Geniale, elegante, applaudita. È stata così, la sera del 12 agosto al Teatro Rossini di Pesaro, la ripresa de "L'occasione fa il ladro" firmata dal regista Jean-Pierre Ponnelle, che dopo quasi 40 anni dal suo debutto al Rossini Opera Festival, che l'ha portata anche alla Scala di Milano e in tournée in Oman, non smette d'incantare gli spettatori. Merito non solo dell'opera, burletta comica scritta da Rossini in soli 15 giorni nel 1812 per il San Moisè di Venezia, che rivela un perfetto meccanismo teatrale e una descrizione a tutto tondo dei personaggi, ma anche della puntuale direzione di Alessandro Bonato, sul podio dell'Orchestra Sinfonica Rossini, che ha saputo imprimere all'esecuzione i tempi giusti, curando molto anche la dizione dei cantanti. Un lavoro fatto insieme a Sonja Frisell che ha firmato anche le scene e i costumi dell'allestimento: squisito insieme ottocentesco di teli dipinti a mano dallo stesso Ponnelle, movimentati a vista dai tecnici, e abiti color pastello, continua a portare in giro le sue produzioni. Il tutto sostenuto da un cast equilibrato e affiatato, che ha abbinato alla precisione del canto ottime qualità attoriali e dinamismo scenico. Storia di equivoci e sostituzioni di ruolo, la vicenda nasce da uno scambio di valigie tra due nobiluomini: il Conte Alberto e Don Parmenione, approdati simultaneamente in una locanda per ripararsi da un temporale. E proprio da una valigia portata a mano dal servo di Don Parmenione, Martino, sul palco escono come per magia tutti i personaggi della vicenda. Parmenione, frugando nel bagaglio dell'altro vi scorge il magnifico ritratto di una giovane (che si rivelerà la sorella del conte) e decide di sostituirsi a lui per conquistarla. Entrambi infatti sono alla ricerca di una donna: una fanciulla scomparsa per Don Parmenione e la sposa promessa per il Conte. Quest'ultima è la marchesina Berenice, che in attesa del futuro marito decide di saggiarne le intenzioni facendosi sostituire dalla cameriera Ernestina. All'arrivo dei due si esplicitano i sentimenti: Berenice infatti s'innamora all'istante del Conte ed Ernestina di Don Parmenione. Ma le coppie sono capovolte e la confusione è grande anche per il povero tutore della marchesina Don Eusebio. Alla fine i due pretendenti dichiarano il loro amore alle due fanciulle, infischiandosene dei rispettivi ruoli, e le loro identità vengono alla luce nel tripudio generale, ivi compresa quella di Berenice che si rivela essere la giovane cercata da Don Parmenione. Applauditissimi al termine i protagonisti: Damiana Mizzi (Berenice), Dave Monaco (Conte Alberto) Matteo Mancini (Don Parmenione), Martiniana Antonie (Ernestina) Giuseppe Toia (Martino) e Manuel Amati (Don Eusebio). Tutti bravi e in parte, ma soprattutto ottimi interpreti rossiniani. Lunghi battimani anche alla regia e alla direzione d'orchestra. Le luci sono di Fabio Rossi. Si replica il 15, 18 e 20 agosto. (ANSA).

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