Milano ricorda la strage di via Palestro, 'attentato vile e disumano'

(ANSA) - MILANO, 27 LUG - Milano ricorda la strage mafiosa di via Palestro che il 27 luglio del 1993 provocò la morte di cinque persone in seguito allo scoppio di una autobomba davanti a Padiglione di arte contemporanea. Nell'attentato morirono i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l'agente di polizia municipale Alessandro Ferrari e il cittadino di origine marocchina Driss Moussafir. "Questa è l'ultima volta che partecipo da sindaco a questa cerimonia a cui tengo molto - ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala -. L'attentato vile e disumano che ha colpito Milano 33 anni fa toccò profondamente la nostra comunità". Il sindaco ha poi ricordato "lo sgomento, il dolore e la rabbia" di quel giorno ma anche la reazione della città: "la dignità e il coraggio, la fermezza e la determinazione con cui la società civile e le istituzioni seppero rispondere a quella sfida ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella lotta alle mafie nella città, ma certamente anche nel Paese". "Milano è stata infatti protagonista di quella riscossa e ancora oggi la nostra città fa della lotta alla criminalità organizzata un presupposto del proprio sviluppo e della stessa vita civile" ha spiegato il primo cittadino ricordando il lavoro del Comune di Milano che è in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata. In giorni di tensioni politiche Sala ha poi rimarcato come "è poi evidente che la mafia si sconfigge rinnovando il patto costituzionale che ci rende una comunità solida e coesa. Si sconfigge innanzitutto con lo Stato di diritto, con la fiducia di ogni cittadino e io spero che non verrà mai meno, nelle forze dell'ordine, nella magistratura. nelle istituzioni - ha detto -. Fare fronte comune è ciò che ha fermato le mafie allora ed è ciò che continuiamo a fare con fermezza e con decisione". Alla cerimonia hanno partecipato anche Giampiero e Mirella, suoceri di Alessandro Ferrari, l'agente della polizia locale rimasto ucciso nella strage. "Un fatto come quello che è successo a noi crea un buco che non si chiude mai - hanno detto -. Lascia un segno indelebile". (ANSA).
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