Morte avvelenate, Locatelli 'le uniche certezze sono sulla ricina'

Il direttore del Centro Antiveleni, 'non so se fu un incidente o un atto volontario'

(ANSA) - CAMPOBASSO, 19 SET - "Le uniche certezze che abbiamo sono quelle sulla ricina. Sulla base di queste non sono in grado di dire se l'esposizione sia stata accidentale o volontaria". Lo ha detto all'ANSA l'esperto Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni 'Maugeri' di Pavia, dove era stata individuata la ricina come causa della morte di due donne, madre e figlia, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, nello scorso dicembre a Pietracatella. "Non siamo investigatori, facciamo i medici. Non sappiamo cosa abbiano in mano gli inquirenti", aggiunge Locatelli, tornando sulle sue precedenti dichiarazioni dopo il clamore suscitato dall'ipotesi dell'avvelenamento accidentale. Secondo Locatelli, inoltre, il veleno non è stato né iniettato né inalato: "Per me rimane solo l'ingestione". Il professore parla anche della collaborazione con gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, impegnati nelle analisi di alimenti e reperti prelevati nella casa della famiglia Di Vita. "È una collaborazione importante", dice, spiegando che gli esperti tedeschi hanno competenze soprattutto nelle analisi ambientali e investigative, mentre il Centro Antiveleni di Pavia si occupa degli aspetti legati all'intossicazione nell'uomo. (ANSA).

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