Natoli, 'da De Luca nuovi attacchi nonostante il flop della sua indagine'

Ex magistrato, chi fa le inchieste deve conoscere le carte

(ANSA) - PALERMO, 21 OTT - "Per la terza volta sono stato oggetto di pesanti attacchi mediatici da parte del dr. De Luca in commissione antimafia. Dopo essere stato indagato ed intercettato per due anni per la presunta ipotesi di aver favorito la mafia e il mondo imprenditoriale e politico a essa collegato, il dr. De Luca non si è civilmente scusato per il totale insuccesso di quest'ipotesi investigativa (che, infatti, è stata archiviata dal Gip per insussistenza del fatto), che chiunque mi abbia conosciuto come magistrato (a cominciare dagli avvocati difensori dei mafiosi che avrei favorito) ha sempre ritenuto surreale. Né ha riferito che, sempre secondo il Gip (e, fortunatamente, non solo secondo lui), ho sempre tenuto nei confronti del dr. Borsellino un comportamento 'affettivamente ed effettivamente' leale". Lo dice l'ex magistrato Gioacchino Natoli dopo l'audizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca in commissione Antimafia. "De Luca ha invece chiuso la sua audizione (per la prima volta su un'indagine archiviata, per la quale finalmente non vigeva il divieto di rivelazione di segreti di ufficio), ribadendo il suo giudizio circa la mia sottovalutazione di un procedimento che, dopo 35 anni, ritiene ricollegato al famigerato rapporto mafia-appalti derivante dal dossier dei Ros, del quale non ho mai chiesto l'archiviazione perché mai me ne sono occupato", spiega. "In Commissione antimafia, il procuratore, anziché riferire del vuoto probatorio nel quale è sprofondata la propria indagine, si è concentrato invece sul tenore di una mia conversazione col sen. Scarpinato, nel corso della quale venivo invitato a 'seppellire' la presidente Colosimo 'sotto una montagna di documenti', cioè di atti già esistenti e da far conoscere a beneficio di tutti", prosegue. "Ho sempre creduto, infatti, che chi fa indagini debba avere piena conoscenza di tutte le carte e non procedere per tesi precostituite. Ma così non è per tutti. Se, ad esempio, De Luca avesse compiuto questa fatica, avrebbe evitato di dire (nell'audizione del 9 dicembre 2025) che la prova della sfiducia del dr. Borsellino nei miei confronti stava nel fatto che sabato 18 luglio 1992 non fui tra i colleghi ai quali, a Palermo, egli riferì quanto appreso dal pentito Mutolo il giorno prima", continua. "Leggendo le carte, avrebbe scoperto che quel 18 luglio 1992 ero a Roma alla Dia, insieme al collega Lo Forte, a interrogare Mutolo! Di tante altre anomalie dell'indagine condotta ai miei danni il dr. De Luca eventualmente risponderà nelle competenti sedi", conclude. (ANSA).

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